In memoria di Gianni Andrei e Vincenzo Conti
Due lutti hanno colpito nella fine dell’anno la grande famiglia della Società Tiburtina di Storia e d’Arte. Dapprima è venuto a mancare l’ingegnere Gianni Andrei, socio della Società dal lontano 1975, per più di quarant’anni stimato professionista ed accademico in tutti gli ambiti della sicurezza. Gianni Andrei è stato anche un attento divulgatore della storia di Tivoli, presidente del Rotary Club Tivoli, tra gli organizzatori e soprattutto instancabile animatore del Premio “Francesco Bulgarini sulla storia di Tivoli”, che proprio grazie a lui è stato ripristinato dall’anno 2019. Fu anche assessore alla cultura del Comune di Tivoli, ideatore e fondatore dell’Accademia del Desco d’Oro e del Caffè Culturale. Editorialista, è stato autore di studi tecnici e scientifici e di articoli su tematiche culturali. Come scrittore, ha pubblicato raccolte di poesie, racconti e tanto altro. Tra le sue opere: L’approdo (2003); Il suono del gong (2004); Il tesoro di Tivoli (2004); Il lago del diavolo (2007); La fiamma del lucignolo (2008); La piazza, luogo di rinascita (2010); Attese (2011); L’orma nel vento (2017); A Tivoli cresce l’acanto (2019); Il risvolto delle foglie (2021); Due o tre giorni al massimo (2023). Inoltre il saggio storico-biografico Personaggi della Storia di Tivoli (2016). Grazie al suo interessamento oggi la nostra città ha una via intitolata a Giorgio Petrocchi e il belvedere di Viale Cassiano intitolato ad Emilio Segrè. Rimane purtroppo incompiuto il suo sogno di pubblicare una serie di volumi su “Cinque secoli di pittori che hanno immortalato Tivoli e la Valle dell’Aniene”; ci auguriamo che il suo desiderio possa essere portato a termine per onorare degnamente la sua memoria.
L’altro lutto che ha colpito la Società Tiburtina di Storia e d’Arte e in generale la cultura tiburtina è stata la scomparsa di Vincenzo Conti, appassionato cultore delle memorie tiburtine, nei suoi aspetti grafici e pittorici. Titolare della “Galleria 90” in via del Trevio a Tivoli, ha saputo rendere la sua “bottega” un vero e proprio centro culturale. Non c’è stata mostra o manifestazione nella nostra città alla quale, in maniera disinteressata, non abbia messo a disposizione le sue stampe e le opere pittoriche presenti nella sua collezione, valorizzate da altrettanto adeguate cornici. Profondo conoscitore dell’arte grafica era un vero piacere sentirlo disquisire sulle varie tecniche dell’incisione, sugli inchiostri, sulle carte filigranate etc. Ricordiamo soltanto il contributo alle recenti mostre che si sono svolte nel museo della città, come la Mostra sul Giubileo, quella su Tivoli città della luce e la vestale Cossinia, quella sulle Bellezze tiburtine negli scritti e nelle immagini del grand Tour e quella su Tivoli medievale, ancora in corso. Ma il suo contributo più sentito è certamente il volume che dedicò alle incisioni raffiguranti Tivoli di Giovan Battista e Francesco Piranesi, vero capolavoro di arte grafica, stampato nel lontano 1996, la cui realizzazione seguì con scrupolosa e, diciamo pure, affettuosa attenzione e che rimane il libro d’arte più importante stampato a Tivoli, difficilmente eguagliabile. Anche Vincenzo aveva un progetto nel cassetto e del quale me ne parlava stesso: una grande mostra a Villa d’Este con le raffigurazioni della villa a partire da quella iniziale di Étienne Dupérac del 1573. Mi diceva di avere tutto pronto e certamente sarebbe stata un’occasione importante, soprattutto per noi tiburtini, per ripercorrere la storia del monumento che ha fatto conoscere Tivoli in tutto il mondo, divenendo sinonimo di giardino. Un augurio che quanto da lui auspicato e soprattutto sognato si possa realizzare. (R.B., 2 gennaio 2026)
