Presentazione del volume XCVIII (2025) degli “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte”
Sabato 13 dicembre 2025, nell’ex chiesa di Santo Stefano dei Ferri, la Società Tiburtina di Storia e d’Arte ha presentato il volume XCVIII (2025) degli “Atti e Memorie”, riprendendo la consuetudine secondo cui questo momento importante della vita del sodalizio si svolgeva immediatamente prima delle festività natalizie. Il presidente dott. Luigi Alker, dopo aver ringraziato i numerosi soci presenti, ha lasciato la parola al dott. Zaccaria Mari, responsabile della Redazione della rivista, che ha introdotto i vari interventi.
La prof.ssa Maria Sperandio, anche a nome della prof.ssa Maria Teresa Petrara, ha illustrato il contributo su Monte Albano (Montecelio): passeggiata nel tempo attraverso le iscrizioni post antiche (Parte prima), che presenta una serie di testimonianze epigrafiche (e archivistiche), inedite o poco note, riguardanti la più piccola delle due alture sulle quali sorge il centro di Montecelio.
È seguita la dott.ssa Valentina Cipollari con il suo studio su un Complesso ipogeo plurisecolare presso l’acropoli di Tivoli, da lei scavato tra il novembre 2017 e il giugno 2018 nella zona delle “Mole” e in particolare tra le macerie della mola Petrucci, della quale è stato possibile riportare alla luce le strutture superstiti. Grazie all’aiuto di alcuni speleologi, inoltre, è stata esplorata una serie di ambienti e cunicoli situati sotto la mola e usati per le attività che vi si svolgevano.
È stata poi la volta della dott.ssa Anna Maria Reggiani, che ha presentato il suo studio Un viaggio insolito da Villa Adriana al Louvre Abu Dhabi, nel quale ha esaminato con dovizia di dati e di confronti la colossale statua femminile in “marmo bigio morato”, già conservata a Villa d’Este, che era stata identificata come Inachis o la cosiddetta “Venere egizia” e ritenuta proveniente dalla Piazza d’Oro. La statua è ora esposta come Iside ad Abu Dhabi, dove la presenza di numerose opere d’arte provenienti dall’Italia pone il problema della loro interpretazione fuori del contesto originario.
In assenza dell’autrice, il prof. Marcello Orlandi ha illustrato il contributo della dott.ssa Laura Orlandi su Subiaco scomparsa: il monastero di San Giovanni Battista, che ha ricostruito la storia di questo insediamento benedettino femminile, fondato nel 1578 dal cardinale Marcantonio Colonna presso la chiesa medievale di San Giovanni Battista, della quale fu conservato il campanile romanico. Sfortunatamente il complesso monastico andò quasi completamente distrutto nel bombardamento del 26 maggio 1944 e i pochi resti superstiti furono demoliti nel dopoguerra.
Dopo aver ricordato che nel volume degli “Atti e Memorie” sono stati inseriti lo studio del dott. Mario Prearsi su Madame de Staël abita a Tivoli e quello della prof.ssa Cecilia Campa su Il bagaglio delle memorie: varianti del pellegrinaggio in Franz Liszt, i cui autori non hanno potuto partecipare alla presentazione, il dott. Mari ha introdotto la prof.ssa Valeria Petrocchi, che ha illustrato il suo saggio In the Valley of the Aniene: impressioni e memorie del poeta inglese Edward Storer ai primi del Novecento. L’autrice ha presentato brevemente il poeta, noto soprattutto per le sue traduzioni inglesi del teatro di Pirandello, e ha ricordato che a lui si deve la fondazione della rivista letteraria Atys, pubblicata a Roma dal 1918 al 1921, nella quale apparve il suo scritto sulla valle dell’Aniene.
Il dott. Mari ha letto quindi una breve presentazione del contributo su Antonio Achilli: nuovi studi dalle collezioni Montani e Tartaglia della prof.ssa Lucrezia Rubini, anch’ella impossibilitata a intervenire, che si è soffermata su questo pittore romano (1903-1993), ingiustamente trascurato dalla critica. Egli fu autore degli affreschi nell’abside della chiesa di Santa Maria di Loreto a Guidonia e, molto probabilmente, di quelli nella chiesa di Santa Sinforosa all’interno della tenuta Todini a Setteville di Guidonia.
Il dott. Zaccaria Mari, come di consueto, ha presentato la sua rassegna sulle Scoperte archeologiche a Tivoli e nel territorio tiburtino, giunta quest’anno alla XIII puntata. La prima scoperta ha riguardato il culto di Iside a Tibur, al quale sono stati riferiti un capitello e un piccolo blocco di marmo recanti simboli della dea. La seconda ha portato alla luce l’impluvium di una villa o domus del I sec. a.C., rinvenuta in vicolo della Formicchia. Segue poi la scoperta di una villa romana al Bivio di San Polo, nella quale sono state individuate due fasi costruttive, la prima risalente al II-I sec. a.C., la seconda al I-II sec. d.C. Una parte del fronte meridionale della lapidicina maggiore del Barco è stata ripulita nel 2023, mentre in località Le Fosse nel 2015 era stato rinvenuto un sarcofago di tufo, databile al IV-III sec. a.C. e attualmente conservato nel Museo civico archeologico “Rodolfo Lanciani” di Montecelio. In località Vallemara, nel territorio di Sant’Angelo Romano, è stata meglio studiata la villa detta di Gaio Mario, risalente alla prima metà del I sec. a.C. Tra le iscrizioni presentate, infine, una proviene da Villa Adriana e rivela la probabile esistenza di un’area sepolcrale ai confini della residenza imperiale.
La dott.ssa Elisa D’Urbano ha quindi illustrato il suo contributo su Il reimpiego nella Tivoli altomedievale, nel quale ha messo nella giusta luce i frammenti di rilievi altomedievali riutilizzati soprattutto nelle murature del campanile del Duomo e delle case circostanti. Ogni elemento è stato accuratamente descritto e confrontato con altre testimonianze della scultura altomedievale presenti a Roma, nel Lazio e anche in altre regioni italiane.
Il prof. Francesco Ferruti, infine, ha riassunto brevemente la sua Commemorazione del bombardamento di Tivoli (26 maggio 1944-2025), che costituisce in realtà il testo dell’intervento pronunciato, su incarico del Comune di Tivoli, in occasione dell’anniversario delle incursioni aeree. Basandosi sui ricordi familiari e sulle testimonianze riportate in varie pubblicazioni, l’autore ha ricordato le distruzioni causate dal bombardamento e ne ha tratto spunto per invitare la comunità tiburtina a non smarrire la propria identità storica.
Al termine della presentazione, il presidente Alker ha ringraziato tutti gli intervenuti, dando appuntamento a un successivo incontro, che sarà organizzato per presentare le attività che la Società Tiburtina di Storia e d’Arte intende svolgere nel triennio 2025-2028. (F. F., 2 gennaio 2026)





