Archivio mensile:Giugno 2020

“Strade secondarie dell’Italia antica”

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CONVEGNO STRADE SECONDARIE DELL’ITALIA ANTICA – 29 maggio 2020

Comitato organizzatore: Luigi Capogrossi Colognesi, Giovanna Cera, Marcello Guaitoli, Lorenzo Quilici, Stefania Quilici Gigli

Il convegno non si è tenuto per l’emergenza sanitaria in corso, ma i lavori sono stati regolarmente presentati e saranno pubblicati nel prossimo volume dell’Atlante Tematico di Topografia Antica, 31, 2021.

Il nostro consigliere dott. Zaccaria Mari ha partecipato con un saggio dal titolo “Percorsi viari minori fra Salaria e Prenestina”, ove parla abbondantemente anche delle strade intorno a Tivoli e nella Valle dell’Aniene.

Per ora sono stati diffuse le brevi sintesi in italiano e in inglese di tutti i contributi presenti nel numero.

Scarica le brevi sintesi dei contributi

Da sabato 13 giugno 2020 riaperto il Museo della Città in Piazza Campitelli a Tivoli, con nuovi orari.

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I luoghi della cultura riaprono alla città dopo le lunghe settimane di lockdown causato dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Settimane durante le quali, però, pur rimanendo le porte dei luoghi culturali e artistici chiuse, si è continuato a lavorare per essere pronti alla ripartenza. Da sabato 13 giugno 2020, dunque, il Museo della città di Tivoli ospitato all’interno dello storico complesso della Missione, in via della Carità, su piazza Campitelli, è tornato fruibile ed ha recuperato quel suo importante ruolo di spazio per la conservazione e la promozione del patrimonio storico e artistico di Tivoli che ha assunto negli ultimi anni.

Il museo osserverà in questa prima fase nuovi orari per il pubblico con le seguenti modalità:

–          sabato, domenica e festivi, orario continuato dalle 10 alle 18;

–          non è necessaria la prenotazione;

–          ingresso consentito a un massimo di 30 persone per volta;

–          rispetto delle norme igieniche, di sicurezza e prevenzione anti Covid-19: obbligo d’indossare mascherine, igiene delle mani, distanziamento fra persone.

All’interno del museo, distribuita su tre piani secondo approcci tematici che riproducono un vero e proprio viaggio nella storia, è allestita l’esposizione “Lapis Tiburtinus, la lunga storia del travertino”, alla quale hanno collaborato l’Istituto Villa Adriana-Villa d’Este, la Soprintendenza territoriale di Stato, la Società tiburtina di storia e d’Arte e il Centro per la valorizzazione del Travertino romano, ed è stata curata dalla consigliera del sindaco per i Musei civici Maria Antonietta Tomei, insieme allo storico imprenditore del travertino Fabrizio Mariotti, che ha finanziato il catalogo dedicato all’esposizione.

La mostra, che ha già riscosso un ottimo successo di pubblico e di critico, interrotta a causa dell’epidemia, è stata prorogata sino al 30 settembre.

“Riapre un luogo punto di riferimento per la cultura tiburtina. Invitiamo i cittadini a visitare, per chi non lo avesse fatto ancora, o di tornare a rivedere la mostra dedicata a un pezzo importante della storia di Tivoli, della sua cultura e della sua economia”, esorta il sindaco Giuseppe Proietti, “in particolare gli studenti, perché c’è molto da scoprire e da imparare, non soltanto sulla città, ma anche sul resto del mondo. La pietra tiburtina, le cui cave più importanti si trovano nel territorio dell’antica Tibur, ha avuto, infatti, una vastissima diffusione nell’architettura romana di tutti i tempi e oggi è nota e ricercata ovunque”. Sono in travertino, ad esempio, il Colosseo e piazza San Pietro, la Fontana di Trevi e le Fontane di piazza Navona, ma anche architetture come il Getty Center di Los Angeles, la Moschea di Algeri, la Banca di Cina a Pechino, l’Eur e le sculture di Henry Moore.

Pur se questo tipo di pietra viene estratto anche in altre regioni italiane e del mondo, ancora oggi dall’area di Tivoli e Guidonia Montecelio (l’ager tiburtinus) ne proviene la maggior quantità e la migliore qualità”

Intanto sono in corso i lavori di adeguamento per la riapertura anche di Rocca Pia, che dovrebbe avvenire a breve.

Presentato il volume “Tivoli tremila anni di storia”

Il giorno giovedì 11 giugno 2020 è stato presentato, tramite la piattaforma per videoconferenze Zoom, il volume “Tivoli tremila anni di storia”, pubblicato dalla collaborazione del Rotary Club di Tivoli con la Società Tiburtina di Storia e d’Arte.

Il testo fa il punto sulla storia di Tivoli, in base agli ultimi studi, scoperte e ricerche, da parte di alcuni tra i più prestigiosi specialisti della storia locale, con l’intervento anche del giornalista Raffaele Alliegro, che parla degli ultimi trent’anni della nostra città.

Il volume, finanziato dal Rotary Club di Tivoli, purtroppo non è in vendita, ma riservato ai soci del sodalizio.

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Indice_Tivoli_Tremila_anni
Questo l’indice del volume

Un ricordo del Premio “Bulgarini” anni ’70 dello scrittore tiburtino Luigi Brasili

Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo la prefazione al libro “C’era una volta un re” dello scrittore tiburtino Luigi Brasili.

Prefazione dell’autore sul libro “C’era una volta un re”.

 Quando l’Editore mi ha chiesto di preparare una serie di schede didattiche sui luoghi e i temi trattati in questo libro, ho iniziato naturalmente con gli argomenti per i quali sapevo di potermi affidare alla mia memoria, visto che nel rione in cui è ambientata la storia sono cresciuto e vi ho abitato per quasi trent’anni. Ma per approfondire i temi, per trovare altri spunti e rinfrescare i ricordi, nonché per evitare di scrivere strafalcioni indotti dall’eccessiva fiducia nella memoria suddetta, ho consultato ovviamente gli archivi digitali che grazie a Internet sono disponibili con pochi click. Cito su tutti Wikipedia e il sito web TiburSuperbum, mentre per le fonti cartacee ho utilizzato soprattutto il libro Storia e monumenti di Tivoli, (Renzo Mosti, Società Tiburtina di Storia e d’Arte , pref. 1968 Tipografica S. Paolo).

A proposito di questo libro, mi ha fatto un certo effetto tornare a sfogliarlo dopo tutti questi anni. Ricordo bene quel giorno di tanto tempo fa quando, alunno di quinta elementare, andai a sostenere l’esame davanti alla commissione del premio Bulgarini… Mamma mia che paura quel lungo corridoio deserto della scuola di via del Collegio, per andare nell’aula dove i professori aspettavano famelici di coprirti di domande sul testo… Per chi non ricorda e per chi non è di Tivoli, all’epoca c’era questo concorso molto prestigioso, rivolto alle quinte elementari, concorso che verteva sulla storia di Tivoli. Gli alunni selezionati dagli insegnanti di ogni istituto dovevano prepararsi utilizzando il libro del Mosti come base di studio, e quelli che si dimostravano più preparati (o meno impacciati) venivano poi premiati nel corso di una cerimonia pubblica che, almeno ai miei tempi, si teneva nel (fu) Teatro Italia. E, sempre in tema di ricordi, come ho visto la copertina del libro in questione ho avuto questo flashback della mano del mio maestro, Otello Boanelli, che me lo consegnava, fiducioso e certo che mi sarei fatto onore nella tenzone. È stata un po’ anche “colpa” del mio maestro, e dei suoi insegnamenti, se sono cresciuto con questa “malattia” della parola scritta; infatti sempre lui mi prestò il primo romanzo della mia “carriera” di lettore, quando avevo otto anni, I misteri della giungla nera di Emilio Salgari.

In merito alla storia raccontata in C’era una volta un re, devo confessare che mi sono divertito molto ad accompagnare Cecilia con lo zio e i fratelli in questa avventura sulle strade che ho battuto migliaia di volte; è stato un po’ ritrovarsi tra volti e voci, emozioni e situazioni dell’infanzia che ho condiviso con tanti altri, alcuni dei quali purtroppo non ci sono più. Non mi metto a fare nomi, ma chi sa capirà chi sono coloro a cui mi riferisco, perché sono sicuro che ognuno, come me, ha un personale angolino di memoria riservato a molte di queste persone, giovani o grandi, che c’erano una volta insieme a noi.

Ripercorrere quei luoghi, nero su bianco, rivedere quei volti e riascoltare quelle voci mi ha dato anche modo di far galoppare non poco la fantasia sull’onda dei ricordi reali; pertanto non posso escludere che in futuro mi “scappi” di scrivere nuove storie all’ombra della Sibilla…

Ovviamente nelle descrizioni mi sono preso qualche libertà, mentre in un paio di casi, contrariamente a quanto dichiara giustamente l’Editore, ho inserito persone reali che, ne sono certo, non avranno di che lamentarsene.

Tornando alle schede, inserite a uso e consumo di insegnanti, alunni o semplici curiosi, non posso mettere la mano sul fuoco affermando che non ci sia qualche inesattezza malgrado l’impegno certosino che vi ho profuso; in tal caso di sicuro capirete che non s’è fatto apposta.

In ultimo, volevo ringraziare quanti hanno contribuito in qualche modo a questo lavoro: l’Editore e tutti i suoi collaboratori, con cui è sempre un piacere lavorare; Elisa Todisco, per i bellissimi disegni; poi mio fratello Fabrizio, per avermi prestato il libro di Mosti e fornito qualche chiarimento su alcuni aspetti storici e architetturali; e, naturalmente, last but not least, il mio maestro Otello, che riposi in pace.

 p.s.

Giusto per precisare, l’esame del concorso andò malissimo, contrariamente alle forti aspettative del maestro; feci quasi scena muta, con una specie di mostruosa creatura che durante il colloquio mi serrava le labbra dall’interno e mi contorceva lo stomaco. Ma in fondo, meglio così: perché c’è sempre un esame, prima o poi, da superare; e il modo migliore è presentarsi preparati per ogni evenienza, consapevoli che verranno altre occasioni di tentare, così come altre prove da sbagliare. Altrimenti, se tutto fosse facile, non ci sarebbe motivo di cimentarsi, e soprattutto non ci sarebbe alcuna soddisfazione a superare la prova, né alcuna motivazione per andare avanti.

……………………..

Luigi Brasili è nato nel 1964 a Tivoli, dove vive tuttora. Ha sempre amato la parola scritta, fin da bambino, ma ci si è messo d’impegno a partire dalla fine del 2003, ottenendo più di un centinaio di riconoscimenti in concorsi e selezioni editoriali su tutto il territorio nazionale e classificandosi al primo posto in una trentina di premi letterari. Ha pubblicato racconti in decine di libri e riviste, per vari editori e testate tra cui Fanucci, Rai-Eri, Cronaca Vera, Delos Science Fiction. Suoi racconti sono stati letti in trasmissioni radiofoniche e università.
Ha pubblicato inoltre i seguenti libri:
La strega di Beaubois (Magnetica, Napoli – dicembre 2006);
Lacrime di drago (Delos Books, Milano – marzo 2009);
La stirpe del sentiero luminoso (La Penna blu, Barletta – dicembre 2011);
Il lupo (Delos Digital, Milano – novembre 2013);
Il ritorno del lupo (Delos Digital, Milano – gennaio 2014);
Il tempio dei sette (Delos Digital, Milano – marzo 2014);
Stelle cadenti (Delos Digital, Milano – maggio 2014);
C’era una volta un re (La Penna blu, Barletta – dicembre 2014);
La scomparsa dell’elfo (Delos Digital, Milano – maggio 2015);
Sotto rete, tutta un’altra storia (ASD Andrea Doria – dicembre 2015)
Trilogia Figli della notte (Delos Digital, Milano – novembre 2016)
A gennaio 2017: Sherlock Holmes e il tempio della Sibilla nella collana Sherlockiana sempre della Delos Digital.

Qui sotto la copertina di un libro di argomento …. tiburtino

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