Conferenza_su_S_Ignazio_22_11_2019

Un Convegno sulla presenza della Compagnia di Gesù a Tivoli.

Un Convegno sulla presenza della Compagnia di Gesù a Tivoli

                               Promosso dal Centro Italiano Femminile provinciale e comunale e con il patrocinio del Comune di Tivoli, nella sala conferenze del Museo civico il 22 novembre si è svolto un convegno su Ignazio da Loyola e l’opera dei gesuiti a Tivoli. Moderato da Renata Micheli, presidente nazionale del C.I.F., hanno presentato i risultati di significative ricerche documentarie padre Robert Danieluk, archivista della Compagnia di Gesù e la consocia Maria Luisa Angrisani dell’Università La Sapienza. Sostegno scientifico all’iniziativa è stato dato dalla nostra Società Tiburtina di Storia e d’Arte presente con il suo presidente prof. Vincenzo Pacifici e un significativo numero di soci.

                               Dopo il saluto del sindaco prof. Proietti, che ha posto l’accento sulla memoria storica tuttora viva della valenza didattica e scientifica di una Istituzione che aprì proprio a Tivoli la prima scuola del Rinascimento, padre Danieluk, attraverso una nutrita serie di diapositive relative a documenti archivistici, ha percorso le tappe più significative della formazione complessiva di Ignazio da Loyola e della sua conversione. A partire dalle certificazioni dei suoi studi parigini, della corrispondenza con il primo “drappello” dei compagni, dei suoi benefattori, è emersa la singolare fotografia del cammino costante verso una vera e propria rivoluzione di intenti tesa alla supina accettazione del dettato papale “perinde ac cadaver”, formando  quell’ ordine di carattere militaresco che darà significativi frutti proprio nel combattimento dottrinario della Controriforma cattolica.

                               L’intervento di Maria Luisa Angrisani si è articolato in punti diversi: anzitutto ha fornito la  citazione delle testimonianze su documenti autografi della nascita della Compagnia di Gesù a Tivoli e dell’istituzione della schuoletta per li abecedarii e del Collegio di studi umanistici che perdurò fino al secolo XIX. Sulla approvazione del papa alla proposta ignaziana è stata presentata la lettera del cardinale  Gaspare Contarini nella quale papa Paolo III Farnese il 3 settembre 1539 dava cenni di benevolenza sulla costituzione di una nuova Compagnia religiosa ma che in realtà subì revisioni e aggiustamenti diversi fino alla conferma risolutiva da parte del papa Giulio III il 21 luglio 1550.

                               Sui contatti del fondatore Ignazio con Tivoli i documenti attestano due sole presenze, la prima l’8 settembre 1549 per la presa di possesso di due camere con un po’ di orto donate alla Compagnia dal chierico di Segovia Luis de Mendoza, la seconda in occasione dell’arbitrato tra Tivoli e Castelmadama per una questione di confini in giorni precedenti l’11 ottobre dello stesso anno e dove il Loyola stesso – che peraltro si allontanò dalla città di Roma solo 8 volte documentate – scrive di avere voluto alloggiare fuori di entrambi le città per evitare accuse di partigianeria.

                               L’esposizione è proseguita illustrando  il carattere e la tipologia della scuola e del Collegio, le benemerenze spirituali e civili acquisite dai gesuiti nel corso di tre secoli di permanenza a Tivoli e soprattutto il tesoro librario accumulato, che consta di circa 14000 volumi e su cui la relatrice ha ripetutamente richiamato l’attenzione sull’indifferibile sistemazione in luogo idoneo, sulla necessità di restaurare di un gran numero di volumi di pregio e l’eccezionalità degli stessi, patrimonio di inestimabile cultura ormai completamente abbandonato.

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