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Grande affluenza di pubblico alla conferenza del prof. Francesco Ferruti sulla Deposizione di Tivoli, partendo dallo studio del prof. Camillo Pierattini del 1983. Venerdì 20 settembre 2019.

«Sulla «deposizione» di Cristo dalla croce pochi dettagli sono stati tramandati dai Vangeli, perché i tre Sinottici, Matteo, Marco e Luca, si limitano alle notizie essenziali. Dopo l’accertamento della morte, il corpo fu concesso da Pilato per la sepoltura a Giuseppe d’Arimatea, nobilis decurio, che ne aveva fatto richiesta; in Giovanni appare anche Nicodemo, discipulus occultus, che recò il miscuglio di mirra e d’aloe, quasi cento lib­bre, per la preparazione del corpo; poi il corpo, «deposto» dalla croce, fu cosparso d’unguento, coperto con sindone monda ed altri lini appositamente approntati e sepolto nel monumento nuovo, scavato nel sasso non lontano dal Calvario. …..»

Questo l’incipit del fondamentale articolo sulla Deposizione di Tivoli del prof. Camillo Pierattini, pubblicato sugli Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte nel volume LVI del lontano 1983.

Ora, a distanza di trentasei anni, il prof. Francesco Ferruti ha titenuto opportuno proporre un esauriente excursus partendo dallo studio del prof. Pierattini, per fare il punto sulle ricerche successive e rendere omaggio all’indimenticabile Presidente della Società Tiburtina, a venticinque anni dalla sua scomparsa. Alla conferenza, che ha visto l’affluenza di un folto pubblico, erano presenti le figlie Maria Gabriella, Lucilla, Maria Pia e il figlio Gianni.

Il relatore è stato introdotto dal presidente della STSA prof. Vincenzo G. Pacifici.

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