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Il cosiddetto “Plutonium” a Villa Adriana

In occasione della  seconda campagna di indagini condotta in missione congiunta dalle Università di Oxford e Pavia presso Villa Adriana, le Villae, dirette da Andrea Bruciati, hanno promosso due importanti appuntamenti (dei quali non eravamo informati e per questo non abbiamo potuto avvertire sollecitamente i nostri iscritti. Ce ne scusiamo)
 – visita guidata sul sito del c.d. Plutonium, un’area di Villa Adriana solitamente chiusa al pubblico, il 12 Luglio 2019 alle 18.00 ;
 – presentazione dello scavo e delle prospettive future il 17 luglio alle ore 17.30 a Villa d’Este, introdotta da Benedetta Adembri e Andrea Bruciati e tenuta da Maria Elena Gorrini e Milena Melfi per il team di ricerca e dall’architetto Gilberto Montali dell’Università di Palermo, che ha collaborato ai rilievi del complesso.
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                Foto MiBAC
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dal sito “Digital Hadrian’s Villa Project”
The name “Plutonium,” or “Temple of Pluto,” was proposed in the 19C by Penna, undoubtedly because of the location near the so-called “Inferi.” The structure, function, and date of the building have not yet been determined. Salza Prina Ricotti notes that the presence of opus sectile floors shows that it was not a utilitarian building. She also records reports by Ligorio and Penna that columns were found here. In the absence of a monographic study, it is not possible to date or interpret the complex.
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Nell’area sudorientale di Villa Adriana, residenza costruita tra il 118 e 138 d.C. dall’imperatore Adriano nei pressi di Tivoli (Roma), su un pianoro rialzato e relativamente isolato dei 120 ettari che ne costituivano l’estensione, sorge il cosiddetto Plutonium o tempio di Pluto, signore degli inferi. In quell’area, dal luglio 2018, un team di archeologi dell’Università di Pavia e di Oxford, in collaborazione con la British School di Roma e il Geophysic Lab dell’Università di Camerino, ha avviato una serie di scavi e indagini, tra cui prospezioni geofisiche, per chiarire il ruolo e il funzionamento dell’edificio identificato dal XVI secolo come accesso all’oltretomba.

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