Archivi del mese: giugno 2020

Donne della Valle dell'Aniene (new 18-06-2020)

Ripartita l’attività culturale a Tivoli con la Conversazione sul tema: Donne della Valle dell’Aniene, a cura di Giusi Martinelli.

Donne della Valle dell'Aniene (new 18-06-2020)

Ripartenza alla grande dell’attività culturale tiburtina con la conversazione sul tema: Donne della Valle dell’Aniene, a cura di Giusi Martinelli. Così il consocio Gianni Andrei, organizzatore dell’evento tramite il Caffè Culturale, ha presentato la relatrice: «A condurci in questo “viaggio” ricolmo di fascino, di colori, di sentimenti, che abbraccerà un arco storico temporale di due millenni (praticamente dai primi anni del I secolo d.C. sino all’età contemporanea) sarà Giusi Martinelli, attrice, regista e scrittrice teatrale, che ha condotto importanti ricerche sulle “nostre donne” nei secoli, pubblicando su di loro alcuni libri.

Nella sua intensa attività culturale, Giusi Martinelli ha tra l’altro promosso numerosi progetti di lettura ed ora si sta impegnando nel rilancio della Biblioteca di Ciciliano, come uno dei cuori culturali pulsanti della Valle del Giovenzano e della Valle dell’Aniene.»

L’appuntamento è stato per giovedì 18 giugno pv., nella piazzetta riservata dell’Osteria MOM [Vicolo dell’Inversata, 33 – Tivoli (nei pressi del Teatro Giuseppetti)] con inizio alle ore 17.00.

L’evento si è svolto all’aperto, nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19 (distanziamento e mascherina).

La relatrice ha parlato del tema, spaziando da URGULANIA, documentata nel I secolo dopo Cristo, di origine etrusca, nobildonna di spicco durante i regni di Augusto e Tiberio, figura assai influente per la su amicizia con l’imperatrice Livia. Era la madre del generale romano Marco Plauzio Silvano (console nel 2 a.C.; il sepolcro della sua famiglia fa ancora bella mostra a Ponte Lucano), che si era distinto combattendo con il futuro imperatore Tiberio nella grande rivolta illirica dei Balcani. Era la nonna di Plautia Urgulanilla. La relatrice poi ha proseguito, illustrando altre donne della nostra zona, che si sono distinte per la loro personalità e le loro azioni. Si è accennato brevemente alla vestale COSSINIA e alla martire Santa SINFOROSA, si è parlato poi di Santa CHELIDONIA (Cicoli,1077-Subiaco,1152),   ALFONSINA ORSINI (1472-1520), della famiglia Orsini di Castel Madama che andò sposa a Piero il fatuo figlio del Magnifico. Una donna che seppe assumere il potere in un momento drammatico. Col marito inetto in fuga, non abbandonò Firenze e seppe difenderla conservando il patrimonio dei Medici per i figli; poi  MARIA MANCINI (Tivoli, 1639–1716) dalla vita avventurosa che sembra un romanzo;  CECILIA SABUCCI (Tivoli, sec. XVII-XVIII), donna di grande cultura, filosofa e teologa con grande padronanza delle lingue antiche. Dissertava con sicurezza in latino ed ebraico in pubblici dibattiti. Anche il misogino Mons. De Zaulis non poté fare a meno di congratularsi con lei;  GIUDITTA TAVANI ARQUATI (Roma, 1830-1867), la combattente per il Risorgimento d’Italia. Il marito era di Filettino e dal 1849, alla caduta della Repubblica romana fino al 1865 vissero a Subiaco; nel 1865 rientrarono in Roma nascostamente per organizzarne la liberazione. Qui frequentarono la casa ed il lanificio di Giulio Ajani (1835-1890), altro patriota, alla Lungaretta in Trastevere. La mattina del 25 ottobre 1867, giorno in cui l’eroe dei due mondi prendeva Monterotondo nel corso della terza spedizione per liberare Roma, una quarantina di patrioti, di cui 25 romani, si riunirono in via della Lungaretta 97, nella sede del lanificio di Giulio Ajani, per decidere sul da farsi. Il gruppo preparò una sommossa per far insorgere Roma contro il governo di Pio IX. Deteneva delle cartucce e un arsenale di fucili, si auspicava un intervento diretto di Giuseppe Garibaldi a Roma. Lo scontro di Villa Glori del 23 ottobre 1867, poteva far pensare che fosse l’inizio di una rivolta. Alla riunione partecipò anche la Arquati, con il marito e uno dei tre figli della coppia, Antonio. Verso le 12 e mezzo, una pattuglia di zuavi giunta da via del Moro attaccò la sede del lanificio. I congiurati cercarono di resistere al fuoco. In poco tempo, però, le truppe pontificie ebbero la meglio e riuscirono a farsi strada all’interno dell’edificio. Alcuni congiurati riuscirono a fuggire, mentre altri furono catturati. Sotto il fuoco rimasero uccise 9 persone, tra cui Giuditta Tavani Arquati, incinta del quarto figlio, il marito e il loro giovane figli; . VELIA LILLINI, MARIA ANTONIA FEBBI, GIUSEPPINA COLASASANTI, Tre rivoltose vicovaresi che nel 1912 scesero in piazza, spezzarono l’asta della bandiera regia. Protestavano per la derivazione delle acque dell’Aniene.

Un ampio spazio è stato dedicato alle “modelle” della Valle dell’Aniene, in particolare di Anticoli Corrado, e la Martinelli ha rilevato che quest’argomento meriterebbe di essere approfondito con ricerche più dettagliate:   AGOSTINA SEGATORI (Ancona, 1841-Parigi, 1910), famiglia originaria di Subiaco. Modella dalla vita avventurosa;  VITTORIA LEPANTO (Saracinesco,1885-Roma, 1964), nome d’arte di Vittoria Clementina Proietti, attrice italiana, attiva al tempo del cinema muto;  MARGHERITA TOPPI, sposata Osswald, da modella a pittrice affermata nella Svizzera del secondo Novecento; PASQUAROSA MARCELLI, (Anticoli Corrado, 1896-Camaiore, 1973), da modella a pittrice;  MARIA VERONICA LATINI (Cineto Romano, allora Scarpa, 1853-Parigi, 1900), modella, protagonista di una romantica storia d’amore e madre della celebre astronoma francese Gabrielle Flammarion. Un accenno poi a  alla famiglia di Giulio Caccini musicista tiburtino: con le due figlie musiciste e cantanti e la moglie cantante costituì il celebre ensemble Caccini; poi solo brevi accenni ad NGELA BOECKIN, MARIA ARNALDI, e ROSA BERNARDINI.

Si è arrivati infine a Lidua Mariotti (1893-1974), che occupa un posto di rilievo nel vernacolo tiburtino, dopo la seconda guerra mondiale.

Proprio a proposito del dialetto tiburtino, alla fine della piacevole serata, il poliedrico Italo Nonne ha recitato, a memoria, la poesia “Le ghiògghiare”, scritta nel lontano 1981 dal compianto Vincenzo Borgia (1938-2009). Le “Livarole”  o più precisamente, in dialetto tiburtino, le “ghiògghiare” erano le giovani raccoglitrici delle olive, che stazionavano a Tivoli e nelle campagne limitrofe, durante i mesi invernali.

Anche Luciano Gozzi, presidente della LUIG, non ha mancato di rendere un omaggio al dialetto tiburtino recitando la poesia di Lidua Mariotti dal titolo “Peppe lu pittore”.

Si sono susseguite poi letture da parte di Antonella Nicolai, anche lei apprezzata autrice di testi in vernacolo tiburtino (lettura di due sue poesie) e Rina Giacobbe, che ha letto un brano tratto da “Attese, racconti straordinari di storie comuni”, di Gianni Andrei.

L’iniziativa del Caffé Culturale è stata proposta in quanto l’anno 2020 è dedicato ai “talenti delle donne” e questa è stata un’ottima occasione per riscoprirli e celebrarli insieme.

Le_Ghiogghiare_di_Vincenzo_Borgia
La poesia di Vincenzo Borgia è tratta dalla raccolta “…pe’ Filu e pe’ Signu!”, Tiburis Artistica Edizioni, Tivoli, 2010.
Mastru_Peppe_di_Lidua_Mariotti_1971
La poesia di Lidua Mariotti è tratta dalla raccolta “La mia gente”, Tiburis Artistica Edizioni, Tivoli, 2012.
4_Ritratto_di_Francesco_Bulgarini_1801_1887

I vincitori del Premio “Francesco Bulgarini” per la storia di Tivoli

4_Ritratto_di_Francesco_Bulgarini_1801_1887
Ritratto di Francesco Bulgarini (1801-1887)

COMUNICATO STAMPA

La premiazione del «Premio Bulgarini sulla storia di Tivoli»2020

Il persistere dell’emergenza pandemica da coronavirus non ha consentito lo svolgimento della prevista Cerimonia di premiazione del «Premio Francesco Bulgarini sulla storia di Tivoli».

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Tivoli e comunque inserita nelle celebrazioni del 3235° Natale di Tivoli, si svolgerà in due fasi distinte.

Sono stati già consegnati o messi a disposizione dei Dirigenti Scolastici delle Scuole che hanno partecipato i diplomi nominativi di “Sostenitore del patrimonio storico, artistico e naturale di Tivoli”, i quali provvederanno, nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, afarli comunque avere a tutti i 276 alunni delle classi partecipanti, possibilmente entro la conclusione dell’Anno Scolastico 2019-20.

3_Diploma_sostenitore
Il Diploma di sostenitore del patrimonio storico, artistico e naturale di Tivoli

Invece la Cerimonia ufficiale di premiazione per i soli studenti risultati vincitori, due per ogni classe partecipante al Premio, d’accordo con il Sindaco di Tivoli, il Presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte e la Famiglia Bulgarini, avrà luogo non appena sarà opportuno e possibile, quando cioè sussisteranno le idonee condizioni di sicurezza.In tale fausta occasione, verranno conferite le medaglie d’argento (al 1° classificato) e di bronzo (al 2° classificato) con relativo diploma, anche alla presenza dei rispettivi Dirigenti Scolastici e insegnanti, dei genitori e della Stampa locale.

Qui ora, agli esiti della valutazione degli elaborati selezionati dalle rispettive insegnanti e pervenuti al Comitato Scientifico del Premio, si rendono noti i nominativi degli studenti risultati vincitori in questa prima riedizione del Premio Bulgarini sulla storia di Tivoli, per l’A.S. 2019-20:

  • Matilde Benedetta VIGANO’ – Scuola Primaria bilingue “Taddei”, classe V (medaglia d’argento)
  • Matteo GIULIANI – Scuola Primaria bilingue “Taddei”, classe V (medaglia di bronzo)
  • Eva GEMMO – Scuola Primaria del Convitto Naz. “A. di Savoia”, classe V A (medaglia d’argento)
  • Rocco PORCARI – Scuola Primaria Convitto Naz. “A. di Savoia”, classe V A (medaglia di bronzo)
  • Marta PALLANTE – Scuola Primaria Convitto Naz. “A. di Savoia”, classe V B (medaglia d’argento)
  • Viola ACINAPURA – Scuola Primaria Convitto Naz. “A. di Savoia”, classe V B (medaglia di bronzo)
  • Aurora MASCHIETTI – Scuola Primaria Convitto Naz. “A. di Savoia”, classe V C (medaglia d’argento)
  • Maria Luisa PACIFICI – Scuola Primaria Convitto Naz. “A. di Savoia”, classe V C (medaglia di bronzo)
  • Valerio Lupo UBALDI – Scuola Primaria del Convitto Naz. “A. di Savoia”, classe V D (medaglia d’argento)
  • Maria Vittoria VACCA – Scuola Primaria Convitto Naz.“A. di Savoia”, classe V D (medaglia di bronzo)
  • Tommaso TARDELLI- Scuola Primaria “Don Nello Del Raso”, classe V A (medaglia d’argento)
  • Alessandro MOSETTI- Scuola Primaria “Don Nello Del Raso”, classe V A (medaglia di bronzo)
  • Diletta DE FILIPPIS- Scuola Primaria “Don Nello Del Raso”, classe V B (medaglia d’argento)
  • Diego Maria DE FELICE- Scuola Primaria “Don Nello Del Raso”, classe V B (medaglia di bronzo)
  • Isabella BRACIOLA – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V A (medaglia d’argento)
  • Dalila FELICI – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V A (medaglia di bronzo)
  • Domenico RICCIO – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V B (medaglia d’argento)
  • Ludovica D’ANDREA – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V B (medaglia di bronzo)
  • Lorenzo CAMPAGNA – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V C (medaglia d’argento)
  • Stella TAVELLA – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V C (medaglia di bronzo)
  • Lorenzo CAMPAGNA – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V C (medaglia d’argento)
  • Stella TAVELLA – Scuola Primaria “Sandro Pertini”, classe V C (medaglia di bronzo)
  • Francesco TOGNAZZI – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V A (medaglia d’argento)
  • Valerio ALESSANDRIA – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V A (medaglia di bronzo)
  • Isabella MANNI – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V B (medaglia d’argento)
  • Camilla GIUSTINIANI – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V B (medaglia di bronzo)
  • Niccolò PERICOLI – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V C (medaglia d’argento)
  • Andrea FIORI – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V C (medaglia di bronzo)
  • Giulio RICCI – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V D (medaglia d’argento)
  • Alessio MASTRODDI – Scuola Primaria “Igino Giordani”, classe V D (medaglia di bronzo)
  • Davide VECCHI – Scuola Primaria “A. Baccelli” – Bivio S. Polo, classe V B (medaglia d’argento)
  • Diana SIBILIA – Scuola Primaria “A. Baccelli” – Bivio S. Polo, classe V B (medaglia di bronzo).

Il lusinghiero successo del rinato Premio Bulgarini è certamente dovuto al grande impegno e alla passione delle insegnanti delle 15 classi partecipanti, che hanno indirizzato tutti i loro alunni allo studio e all’approfondimento della storia di Tivoli. Forte gratitudine è inoltre rivolta ai Dirigenti Scolastici delle Scuole Primarie che hanno accettato di aderire al Premio per l’A.S. 2019-20, e cioè del Convitto Nazionale “A. di Savoia”, dell’I.C. Tivoli I, dell’I.C. Tivoli II e della Scuola Paritaria “Taddei”,alle docenti referenti e responsabili dei progetti ea tutto il personale di Segreteria e ATA.

Infine, si segnala che il Comitato Scientifico del Premio, che ha svolto anche le funzioni di Commissione di Valutazione degli elaborati, era costituito dal prof. Roberto Borgia, vice Presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, dal prof. Pietro Candido, Segretario della stessa, e dall’ing. Gianni Andrei, consocio della STSA e delegato della Famiglia Bulgarini.L’Amministrazione Comunale di Tivoli, riconoscendo l’alto valore dell’iniziativa, ha concesso il patrocinio per il Premio.

Affidiamo il suggello di questo Comunicato Stampa agli “indirizzi di saluto” del Sindaco di Tivoli, del Presidente della STSA e della Famiglia Bulgarini.

«Dispiace che proprio nell’anno del ritorno dello storico Premio Bulgarini sulla storia di Tivoli – che il Comune patrocina e che ha inserito nelle celebrazioni del 3235° Natale della città – ci si sia dovuti interrompere proprio nel momento più bello, quello gioioso della premiazione effettiva degli elaborati dei nostri studenti. Ma la promessa è, naturalmente, di ritrovarci al più presto e di festeggiare con la cerimonia festosa che i ragazzi premiati aspettano con emozione. È a loro che rivolgo, anche a nome di tutta l’Amministrazione, il mio augurio davvero sentito, esortandoli a mantenere sempre vivo l’interesse per la città, a indagare e studiare le radici storiche plurimillenarie, sociali e culturali di Tivoli, perché è da lì, dal passato, che si costruiscono il presente e il futuro di una comunità. Un messaggio di riconoscenza va anche ai docenti che, pur in un contesto reso difficile dall’epidemia e dal blocco delle attività e delle scuole, durante questa rinata edizione del premio Bulgarini hanno accompagnato i loro alunni nel percorso di studio della storia di Tivoli».​ (dott. Giuseppe Proietti, Sindaco di Tivoli)

«Il Presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte si augura non siano perduti dai giovani, impegnatisi nello studio, interesse ed attenzione per la storia locale, viva e vera solo se collegata alla storia, “magistra vitae”.Auspica considerazione e riguardo da parte delle famiglie alla vita e all’attività del sodalizio, cardine culturale dell’iniziativa». (prof. Vincenzo Pacifici, Presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte)

«La Famiglia Bulgarini ha voluto rinnovare la tradizione familiare del Premio per la storia di Tivoli, nata nel 1856 quando «il Cav. Francesco Bulgarini, molto sensibile all’istruzione dei giovani sulla storia patria, donò un censo di 240 scudi, con rendita di 12 scudi all’anno, allo scopo di assegnare medaglie d’argento e di bronzo ai giovani che maggiormente si fossero distinti nello studio di un compendio di storia patria.» Ha quindi inteso ripristinare, dopo un’interruzione di quasi cinquant’anni e a partire dal corrente anno scolastico 2019/2020, questo storico progetto educativo e formativo a beneficio delle ragazze e ragazzi di tutte le classi quinte delle Scuole Primarie del territorio comunale di Tivoli, ritenendo di fondamentale rilevanza il coinvolgimento delle nuove generazioni tiburtine e delle loro famiglie, in modo da alimentare nuovamente la conoscenza, l’orgoglio e la passione per la città e la sua storia. La Famiglia Bulgarini esprime i sensi di gratitudine all’Amministrazione Comunale per il patrocinio accordato al Premio e alla Società Tiburtina di Storia e d’Arte per aver fornito le necessarie professionalità storico-scientifiche». (Andrea Bulgarini)

 Il Bando del Premio per il prossimo A.S. 2020-21 sarà diffuso per tempo e inviato a tutte le Scuole Primarie pubbliche e private di Tivoli, nell’auspicio di un’ancora più ampia partecipazione.

Nella sottostante galleria alcuni disegni eseguiti dagli alunni di Tivoli II (Plesso di Viale Picchioni e plesso del bivio di S. Polo) eseguiti a corredo delle spiegazioni e delle visite guidate organizzate per gli alunni stessi. Inoltre stralci di alcuni temi vincitori.

Cliccando sui disegni o sulle pagine del tema si potrà avere l’immagine ingrandita.

 Questi invece alcuni disegni eseguiti dagli alunni del Plesso di Tivoli I (Tivoli centro). Infatti le classi quinte della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo Tivoli I – Tivoli Centro, insieme alle loro docenti e alle guide turistiche Teodori Leandro e Perini Paola, dell’Associazione “Affabula-Roma Tour”, hanno visitato  importanti siti di Tivoli, come l’acropoli e il salto del fiume Aniene, il Santuario dedicato ad Ercole Vincitore e tre chiese:  Cattedrale di San Lorenzo, Chiesa di San Silvestro e  Chiesa di San Pietro alla Carità.

Tale attività, inserita nel Progetto d’ Istituto: “Alla scoperta di Tivoli: Mito, Storia, Arte, Folklore…e tanto di più” ,che investe tutto l’anno scolastico,  è nata dall’esigenza di arrivare a partecipare in modo consapevole al Premio “Francesco Bulgarini”sulla storia di Tivoli, indetto dalla Società Tiburtina di Storia e d’Arte ed ha rappresentato l’occasione per coinvolgere alunne ed alunni in un percorso formativo di storia dell’arte relativa alla città in cui si vive.

Questo invece il manifesto dell’incontro tenuto venerdì 29 novembre 2019 alle ore 9.00 al Convitto Nazionale “Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta”, sempre nell’ambito del concorso Premio Bulgarini, dove il professor Armando Gemmo ha parlato  agli alunni di classe quinta della Scuola Primaria in merito all’importanza dell’acqua nella storia della Città di Tivoli.

Gemmo_Premio_Bulgarini

 

Strada_romana_2

“Strade secondarie dell’Italia antica”

Strada_romana_2

 

CONVEGNO STRADE SECONDARIE DELL’ITALIA ANTICA – 29 maggio 2020

Comitato organizzatore: Luigi Capogrossi Colognesi, Giovanna Cera, Marcello Guaitoli, Lorenzo Quilici, Stefania Quilici Gigli

Il convegno non si è tenuto per l’emergenza sanitaria in corso, ma i lavori sono stati regolarmente presentati e saranno pubblicati nel prossimo volume dell’Atlante Tematico di Topografia Antica, 31, 2021.

Il nostro consigliere dott. Zaccaria Mari ha partecipato con un saggio dal titolo “Percorsi viari minori fra Salaria e Prenestina”, ove parla abbondantemente anche delle strade intorno a Tivoli e nella Valle dell’Aniene.

Per ora sono stati diffuse le brevi sintesi in italiano e in inglese di tutti i contributi presenti nel numero.

Scarica le brevi sintesi dei contributi

Foto_Palazzo_Missione3

Da sabato 13 giugno 2020 riaperto il Museo della Città in Piazza Campitelli a Tivoli, con nuovi orari.

Foto_Palazzo_Missione3

I luoghi della cultura riaprono alla città dopo le lunghe settimane di lockdown causato dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Settimane durante le quali, però, pur rimanendo le porte dei luoghi culturali e artistici chiuse, si è continuato a lavorare per essere pronti alla ripartenza. Da sabato 13 giugno 2020, dunque, il Museo della città di Tivoli ospitato all’interno dello storico complesso della Missione, in via della Carità, su piazza Campitelli, è tornato fruibile ed ha recuperato quel suo importante ruolo di spazio per la conservazione e la promozione del patrimonio storico e artistico di Tivoli che ha assunto negli ultimi anni.

Il museo osserverà in questa prima fase nuovi orari per il pubblico con le seguenti modalità:

–          sabato, domenica e festivi, orario continuato dalle 10 alle 18;

–          non è necessaria la prenotazione;

–          ingresso consentito a un massimo di 30 persone per volta;

–          rispetto delle norme igieniche, di sicurezza e prevenzione anti Covid-19: obbligo d’indossare mascherine, igiene delle mani, distanziamento fra persone.

All’interno del museo, distribuita su tre piani secondo approcci tematici che riproducono un vero e proprio viaggio nella storia, è allestita l’esposizione “Lapis Tiburtinus, la lunga storia del travertino”, alla quale hanno collaborato l’Istituto Villa Adriana-Villa d’Este, la Soprintendenza territoriale di Stato, la Società tiburtina di storia e d’Arte e il Centro per la valorizzazione del Travertino romano, ed è stata curata dalla consigliera del sindaco per i Musei civici Maria Antonietta Tomei, insieme allo storico imprenditore del travertino Fabrizio Mariotti, che ha finanziato il catalogo dedicato all’esposizione.

La mostra, che ha già riscosso un ottimo successo di pubblico e di critico, interrotta a causa dell’epidemia, è stata prorogata sino al 30 settembre.

“Riapre un luogo punto di riferimento per la cultura tiburtina. Invitiamo i cittadini a visitare, per chi non lo avesse fatto ancora, o di tornare a rivedere la mostra dedicata a un pezzo importante della storia di Tivoli, della sua cultura e della sua economia”, esorta il sindaco Giuseppe Proietti, “in particolare gli studenti, perché c’è molto da scoprire e da imparare, non soltanto sulla città, ma anche sul resto del mondo. La pietra tiburtina, le cui cave più importanti si trovano nel territorio dell’antica Tibur, ha avuto, infatti, una vastissima diffusione nell’architettura romana di tutti i tempi e oggi è nota e ricercata ovunque”. Sono in travertino, ad esempio, il Colosseo e piazza San Pietro, la Fontana di Trevi e le Fontane di piazza Navona, ma anche architetture come il Getty Center di Los Angeles, la Moschea di Algeri, la Banca di Cina a Pechino, l’Eur e le sculture di Henry Moore.

Pur se questo tipo di pietra viene estratto anche in altre regioni italiane e del mondo, ancora oggi dall’area di Tivoli e Guidonia Montecelio (l’ager tiburtinus) ne proviene la maggior quantità e la migliore qualità”

Intanto sono in corso i lavori di adeguamento per la riapertura anche di Rocca Pia, che dovrebbe avvenire a breve.

Copertina_Tivoli_Tremila_anni_di_storia

Presentato il volume “Tivoli tremila anni di storia”

Il giorno giovedì 11 giugno 2020 è stato presentato, tramite la piattaforma per videoconferenze Zoom, il volume “Tivoli tremila anni di storia”, pubblicato dalla collaborazione del Rotary Club di Tivoli con la Società Tiburtina di Storia e d’Arte.

Il testo fa il punto sulla storia di Tivoli, in base agli ultimi studi, scoperte e ricerche, da parte di alcuni tra i più prestigiosi specialisti della storia locale, con l’intervento anche del giornalista Raffaele Alliegro, che parla degli ultimi trent’anni della nostra città.

Il volume, finanziato dal Rotary Club di Tivoli, purtroppo non è in vendita, ma riservato ai soci del sodalizio.

Copertina_Tivoli_Tremila_anni_di_storia

Indice_Tivoli_Tremila_anni
Questo l’indice del volume

Un ricordo del Premio “Bulgarini” anni ’70 dello scrittore tiburtino Luigi Brasili

Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo la prefazione al libro “C’era una volta un re” dello scrittore tiburtino Luigi Brasili.

Prefazione dell’autore sul libro “C’era una volta un re”.

 Quando l’Editore mi ha chiesto di preparare una serie di schede didattiche sui luoghi e i temi trattati in questo libro, ho iniziato naturalmente con gli argomenti per i quali sapevo di potermi affidare alla mia memoria, visto che nel rione in cui è ambientata la storia sono cresciuto e vi ho abitato per quasi trent’anni. Ma per approfondire i temi, per trovare altri spunti e rinfrescare i ricordi, nonché per evitare di scrivere strafalcioni indotti dall’eccessiva fiducia nella memoria suddetta, ho consultato ovviamente gli archivi digitali che grazie a Internet sono disponibili con pochi click. Cito su tutti Wikipedia e il sito web TiburSuperbum, mentre per le fonti cartacee ho utilizzato soprattutto il libro Storia e monumenti di Tivoli, (Renzo Mosti, Società Tiburtina di Storia e d’Arte , pref. 1968 Tipografica S. Paolo).

A proposito di questo libro, mi ha fatto un certo effetto tornare a sfogliarlo dopo tutti questi anni. Ricordo bene quel giorno di tanto tempo fa quando, alunno di quinta elementare, andai a sostenere l’esame davanti alla commissione del premio Bulgarini… Mamma mia che paura quel lungo corridoio deserto della scuola di via del Collegio, per andare nell’aula dove i professori aspettavano famelici di coprirti di domande sul testo… Per chi non ricorda e per chi non è di Tivoli, all’epoca c’era questo concorso molto prestigioso, rivolto alle quinte elementari, concorso che verteva sulla storia di Tivoli. Gli alunni selezionati dagli insegnanti di ogni istituto dovevano prepararsi utilizzando il libro del Mosti come base di studio, e quelli che si dimostravano più preparati (o meno impacciati) venivano poi premiati nel corso di una cerimonia pubblica che, almeno ai miei tempi, si teneva nel (fu) Teatro Italia. E, sempre in tema di ricordi, come ho visto la copertina del libro in questione ho avuto questo flashback della mano del mio maestro, Otello Boanelli, che me lo consegnava, fiducioso e certo che mi sarei fatto onore nella tenzone. È stata un po’ anche “colpa” del mio maestro, e dei suoi insegnamenti, se sono cresciuto con questa “malattia” della parola scritta; infatti sempre lui mi prestò il primo romanzo della mia “carriera” di lettore, quando avevo otto anni, I misteri della giungla nera di Emilio Salgari.

In merito alla storia raccontata in C’era una volta un re, devo confessare che mi sono divertito molto ad accompagnare Cecilia con lo zio e i fratelli in questa avventura sulle strade che ho battuto migliaia di volte; è stato un po’ ritrovarsi tra volti e voci, emozioni e situazioni dell’infanzia che ho condiviso con tanti altri, alcuni dei quali purtroppo non ci sono più. Non mi metto a fare nomi, ma chi sa capirà chi sono coloro a cui mi riferisco, perché sono sicuro che ognuno, come me, ha un personale angolino di memoria riservato a molte di queste persone, giovani o grandi, che c’erano una volta insieme a noi.

Ripercorrere quei luoghi, nero su bianco, rivedere quei volti e riascoltare quelle voci mi ha dato anche modo di far galoppare non poco la fantasia sull’onda dei ricordi reali; pertanto non posso escludere che in futuro mi “scappi” di scrivere nuove storie all’ombra della Sibilla…

Ovviamente nelle descrizioni mi sono preso qualche libertà, mentre in un paio di casi, contrariamente a quanto dichiara giustamente l’Editore, ho inserito persone reali che, ne sono certo, non avranno di che lamentarsene.

Tornando alle schede, inserite a uso e consumo di insegnanti, alunni o semplici curiosi, non posso mettere la mano sul fuoco affermando che non ci sia qualche inesattezza malgrado l’impegno certosino che vi ho profuso; in tal caso di sicuro capirete che non s’è fatto apposta.

In ultimo, volevo ringraziare quanti hanno contribuito in qualche modo a questo lavoro: l’Editore e tutti i suoi collaboratori, con cui è sempre un piacere lavorare; Elisa Todisco, per i bellissimi disegni; poi mio fratello Fabrizio, per avermi prestato il libro di Mosti e fornito qualche chiarimento su alcuni aspetti storici e architetturali; e, naturalmente, last but not least, il mio maestro Otello, che riposi in pace.

 p.s.

Giusto per precisare, l’esame del concorso andò malissimo, contrariamente alle forti aspettative del maestro; feci quasi scena muta, con una specie di mostruosa creatura che durante il colloquio mi serrava le labbra dall’interno e mi contorceva lo stomaco. Ma in fondo, meglio così: perché c’è sempre un esame, prima o poi, da superare; e il modo migliore è presentarsi preparati per ogni evenienza, consapevoli che verranno altre occasioni di tentare, così come altre prove da sbagliare. Altrimenti, se tutto fosse facile, non ci sarebbe motivo di cimentarsi, e soprattutto non ci sarebbe alcuna soddisfazione a superare la prova, né alcuna motivazione per andare avanti.

……………………..

Luigi Brasili è nato nel 1964 a Tivoli, dove vive tuttora. Ha sempre amato la parola scritta, fin da bambino, ma ci si è messo d’impegno a partire dalla fine del 2003, ottenendo più di un centinaio di riconoscimenti in concorsi e selezioni editoriali su tutto il territorio nazionale e classificandosi al primo posto in una trentina di premi letterari. Ha pubblicato racconti in decine di libri e riviste, per vari editori e testate tra cui Fanucci, Rai-Eri, Cronaca Vera, Delos Science Fiction. Suoi racconti sono stati letti in trasmissioni radiofoniche e università.
Ha pubblicato inoltre i seguenti libri:
La strega di Beaubois (Magnetica, Napoli – dicembre 2006);
Lacrime di drago (Delos Books, Milano – marzo 2009);
La stirpe del sentiero luminoso (La Penna blu, Barletta – dicembre 2011);
Il lupo (Delos Digital, Milano – novembre 2013);
Il ritorno del lupo (Delos Digital, Milano – gennaio 2014);
Il tempio dei sette (Delos Digital, Milano – marzo 2014);
Stelle cadenti (Delos Digital, Milano – maggio 2014);
C’era una volta un re (La Penna blu, Barletta – dicembre 2014);
La scomparsa dell’elfo (Delos Digital, Milano – maggio 2015);
Sotto rete, tutta un’altra storia (ASD Andrea Doria – dicembre 2015)
Trilogia Figli della notte (Delos Digital, Milano – novembre 2016)
A gennaio 2017: Sherlock Holmes e il tempio della Sibilla nella collana Sherlockiana sempre della Delos Digital.

Qui sotto la copertina di un libro di argomento …. tiburtino

Brasili_Sibilla