Archivi del mese: giugno 2019

Conferenza_Orlandi_13_settembre_2019

Conferenza del dott. Marcello Orlandi: La pittura medievale nella Valle dell’Aniene, venerdì 13 settembre 2019

Nell’ampio bacino della Valle dell’Aniene viene ad evolversi, nel lungo periodo del Medioevo (476-1492), un’arte pittorica influenzata dalla presenza di diocesi ed abazie, da pontefici che dalla contigua Roma elargiscono al Territorio beni e protezioni. Nel periodo finale, caratterizzato dal sorgere delle Commende e da Baronie, ancora feudali, la pittura viene promossa anche da mecenati che promuovono un’arte di transizione che si avvale anche di pittori locali. Un’arte che declina in forme meno rappresentative e che segnano in questa fase di transizione l’affermazione del Rinascimento. La ricca documentazione iconografica che verrà presentata si sofferma sulle presenze pittoriche che dalle sorgenti dell’Aniene giungono sino ai piedi della città di Tivoli mediante correnti pittoriche di molteplice provenienza.

Conferenza_Orlandi_13_settembre_2019

Abstract_Orlandi_13_settembre_2019

6 incontro - Tradizioni e feste tiburtine REV (20-06-2019)

Le risultanze dell’incontro sul tema “Tradizioni e feste tiburtine”, tenutosi giovedì 20 giugno 2019 a Tivoli.

Il consocio ing. Gianni Andrei, ha promosso per giovedì 20 giugno 2019 a Tivoli questo interessante incontro sul tema “Tradizioni e feste tiburtine”.

6 incontro - Tradizioni e feste tiburtine REV (20-06-2019)Ecco la relazione sull’incontro , promosso dal consocio ing. Gianni Andrei:

«In attesa del solstizio d’estate 2019, si è appunto svolto a Tivoli il 6° incontro de “Il Caffè Culturale” su una tematica molto sentita e certamente appassionante: «Tradizioni e feste tiburtine: quali sono, come viverle e come poterle rinvigorire».
Intensa e coinvolgente, come al solito, è stata la partecipazione degli “Operatori per il bello”, donnee uomini determinati a migliorare la qualità socio-culturale, ed anche turistico-economica, della nostra amata Città.
Innanzitutto si sono passate in rassegna e descritte tutte le FESTE e gli EVENTI della TRADIZIONE di TIVOLI (come erano una volta e come ora sono), ben distinguendo quelle che possono essere di richiamo nazionale e internazionale dagli altri eventi che invece fanno parte solamente della nostra intima tradizione.
Ne è risultato il seguente elenco cronologico annuale dove, evidenziati “in maiuscolo”, sono riportati i “contenitori” che hanno le caratteristiche di unicità e di possibile richiamo “esterno”:
Periodo della Befana (tradizioni religiose e familiari, con usanze e prodotti tipici)

Il CARNEVALE (dal 17 gennaio al martedì grasso, con la sfilata dei carri allegorici e gruppi
mascherati, con i concorsi per bambini e le tradizionali feste danzanti)

S. Antonio e la benedizione degli animali (17 gennaio)

FIERA DI S. GIUSEPPE (innanzitutto tradizionale)

S. Pasqua (prodotti tipici, usanze e tradizioni religiose, come la suggestiva “Processione del
Venerdì Santo” e la “sacra rappresentazione vivente della Passione”)

NATALE DI TIVOLI (dal 5 aprile al 25 maggio)

Processione dell’ingresso in Città della B. Vergine di Quintiliolo con lo “Sparo di Maggio”
e l’Infiorata di Via Maggiore

Anniversario del bombardamento della Città (26 maggio)

Processione del Corpus Domini

Festa di San Giovanni tiburtino (24 giugno)

Festa di San Lorenzo (10 agosto), santo patrono

INCHINATA (14-15 agosto)

SAGRA DEL PIZZUTELLO

“Immacolata” (8 dicembre, con il tradizionale omaggio del Comune in Duomo, per il
miracolo che preservò Tivoli della peste nel 1656)

Il S. Natale a Tivoli (prodotti tipici, usanze e tradizioni religiose e familiari, come i Presepi
viventi e artistici, la “Messa di mezzanotte” e il “Te Deum”)

Risultano quindi, secondo gli “Operatori per il bello”, ben 5 contenitori importanti, che hanno un peculiare carattere di “unicità” e di “attrattività” turistico-culturale, da rilanciare a livello nazionale e internazionale. Forse basterebbe puntare con determinazione almeno su un paio di questi (Carnevale e Sagra del Pizzutello). Si è di conseguenza unanimemente convenuto che non servono altri “contenitori innovativi” (che tutt’al più possono essere inseriti nei 5 “importanti” già esistenti) e che alcune altre feste e sagre sono a carattere locale “rionale e folkloristico”, comunque da sostenere.
A fondamento di queste convinzioni, si è fatto rilevare che altre Città italiane si distinguono per un solo grande evento che le rende celebri in Italia e nel mondo e che richiama un grande interesse turistico-culturale (come, ad esempio: Viareggio e il Carnevale, L’Aquila e la Perdonanza celestiniana, Spoleto e il Festival dei Due Mondi, ecc.).
Capitolo a sé rappresentano possibili singoli eventi “di richiamo internazionale” artistici, musicali, pittorici, scientifici, ecc. (come “premi” e “concorsi”), che però dovranno avere carattere di periodicità (annuale o pluriennale) e non occasionale estemporaneo. Se ne parlerà in modo più approfondito e concreto in altro incontro “dedicato”.
Agevolmente è stato poi affrontato, seppur superficialmente, il tema dei prodotti tipici “distintivi” tiburtini, e cioè l’OLIO e il PIZZUTELLO, insieme alla tipicità del paesaggio e dell’ambiente.
Appropriata è risultata la lettura di un brano sulle uve tiburtine di Sante Viola, storico tiburtino della fine del Settecento, che di seguito si riporta:
«Giace questa città nelle prossime colline al greco di levante di Roma, da cui è distante diciotto miglia, e nello stesso grado 42°di latitudine settentrionale ed a 30 di longitudine. È la medesima collegata sulle sponde dell’Aniene, e propriamente ove, dopo il corso di 40 miglia, viene questo fiume a formare colla mola delle sue acque, quella caduta da tutti gli scrittori ammirata, da tutti i viaggiatori ammirata. In si fatta posizione i suoi contorni, a chi da Roma a questa volta si porta, presentano una prospettiva di un ampio anfiteatro apparentemente delineato dalla catena quasi semicircolare de monti che la circondano a mezzodì, a settentrione, ed all’oriente, ed in mezzo di essa vedasi la città stessa in declivio, e quasi giacente e perciò Orazio la chiamò supina: Tibur supinum. La bontà però singolare del territorio di Tivoli può ravvisarsi ulteriormente nelle due speci di uva chiamata “pizzutello” e “pergolese”. Credo su tale articolo di non esser troppo ardito se con
franchezza asserisco che queste qualità di produzione formano nella classe dei vegetabili un ramo esclusivo e privativo del suddetto territorio. Ove gli inverni sono più tiepidi, ed ove il venticello più mite rattempera gli odori della canicola e la ferocia del sole. Da questa salubrità dell’atmosfera di Tivoli dovrà ripetersi la singolar prerogativa da poeti segnatamente decantata, di purgare, sbianchire e conservare lo avorio».
Si è passati, infine, a delineare PROGETTI E AZIONI CONCRETE, in attesa di conoscere quale
sarà l’interlocutore giusto della nuova Amministrazione Comunale e quali potranno essere altre iniziative pubbliche (da parte di Fondazioni e Comitati, nascenti e annunciati).
Occorrerà sollecitare e coinvolgere il Comune, la Curia Vescovile e la direzione di VILLAE, per gli aspetti di competenza nelle varie Feste ed Eventi, e specialmente per i 5 eventi “importanti”, nonché le Associazioni culturali esistenti (la maggior parte delle quali, purtroppo, opera unilateralmente, senza interagire con altre e sovente con dannose sovrapposizioni), gli artisti, gli operatori del turismo, dell’accoglienza e del commercio. Insomma, bisogna creare un network di confronto e di azione tra tutti gli stakeholders, tra tutti gli interessati istituzionali, associativi e privati.
A questo scopo, il Caffè Culturale ritiene di essere un possibile “intermediatore” culturale tra la comunità e l’amministrazione comunale, in particolare per rinvigorire la nostra identità storica e per contribuire ad investire nel rilancio turistico-culturale di qualità.
Per quanto riguarda i progetti, sono stati ribaditi quelli già indicati ma non dettagliati nei precedenti incontri, e cioè:
– ESPOSIZIONE “virtuale” permanente (video-musicale, su CD-Rom) di grandi opere
pittoriche di artisti del Grand Tour su Tivoli, accompagnata in sottofondo da brani musicali e
letterari dell’epoca (da realizzare e presentare in luogo da definire)
– FESTIVAL DELLE ARTI (a cadenza annuale)
– CONCORSO INTERNAZIONALE DI PITTURA (a cadenza annuale, con apposito
bando)
– Premio annuale “Io voglio Tivoli sempre PIU’ bella”, a costo zero, da assegnare per il
miglior ornamento floreale e per l’abbellimento e cura dell’esterno di palazzi, negozi e
abitazioni, nonché per l’adozione e miglioramento di un tratto di strada, di un’aiuola o di uno
spazio antistante esercizi commerciali e condomini. Da lanciare a fine estate 2019.
– Campagna virale «Mettete dei fiori sui vostri balconi o finestra e terrazzo, ovunque abitate!
Diventiamo tutti “Operatori per il bello!», a costo zero, lanciata all’inizio della primavera
2019 e rivolta a tutti gli abitanti di Tivoli, che ha contribuito ad un multicolore abbellimento floreale di diversi angoli del Centro Storico e di altri quartieri della Città. Da rilanciare in autunno prossimo.
I proponenti ideatori di tali progetti ed iniziative (o di altre possibili ma non ancora proposte) sono invitati a compilare al più presto una sintetica scheda per proposta progetto (in allegato), con il nome e l’essenza del progetto, i soggetti istituzionali e/o privati da coinvolgere, le possibili date di svolgimento e i tempi di organizzazione/realizzazione, la sostenibilità economica e le eventuali necessità finanziarie.
A tal proposito, dovremo creare una “task-force dedicata” sia per la verifica della sostenibilità di iniziative e premi che per potersi relazionare, a settembre, con l’Amministrazione comunale.
Si ricorda agli “Operatori per il Bello” e a tutti coloro che ci seguono di comunicare eventuali eventi artistico-culturali, personali o associativi, in modo che tutti possano essere informati e possano partecipare, sostenere e diffondere tali manifestazioni (la mailing list de “Il Caffè Culturale” e il Gruppo Facebook “TIVOLI: insieme per un nuovo rinascimento della Città” sono a disposizione!).
Forte è l’augurio a tutte e tutti di trascorrere un sereno e rilassante periodo di ferie estive.
Gianni Andrei»
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Grande affluenza alla visita guidata al cantiere di restauro del Mausoleo dei Plauzi, sabato 15 giugno 2019, ore 18:00

Un’opportunità unica per visitare il cantiere di restauro del Mausoleo dei Plauzi a ponte Lucano! Chiederemo che, col procedere dei lavori, l’iniziativa venga ripetuta!

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CLICCARE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE

Con rara competenza il dott. Zaccaria Mari, consigliere della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, ha illustrato innanzitutto la zona in cui sorge il complesso monumentale Ponte Lucano-Sepolcro dei Plauzi; poi ha parlato del Mausoleo, soffermandosi sulla storia del monumento, le nuove scoperte effettuate e il programma dei lavori di restauro.

Al termine la sig.ra Luisa Galeone ha letto questo suo breve componimento, scritto nel 2013, che è stato particolarmente apprezzato da tutti i presenti, riscuotendo un caloroso applauso:

 

MAUSOLEO DEI PLAUZI

 

Una torretta eretta a sepolcro

Da chi in quel fortino

Aveva immortalato

I propri cari.

 

Silenzioso e imponente

È arrivato a noi

Per essere condannato

Al fango.

 

E limitato da un muro di cemento

Che racchiude

Le ferite del tempo.

 

Ma tu

Che non temi la morte

Ci dimostri

Che l’inedia umana

Non conosce età e confini.

   

Presenti, tra il folto pubblico di soci e appassionati, il sindaco di Tivoli dott. Giuseppe Proietti, consigliere onorario della Società Tiburtina, il prof. Roberto Borgia, vicepresidente della stessa e i consiglieri prof. Pietro Candido, avv. Massimo Ferrari e prof. Adriano Genga.

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Queste le toccanti parole che il consocio ing. Gianni Andrei ha voluto scrivere dopo la visita:

«UNA RINNOVATA EMOZIONE

Ieri pomeriggio la Società Tiburtina di Storia e d’Arte ha proposto una fondamentale “visita guidata” nel cantiere di restauro del Mausoleo dei Plautii, dove la storia e l’archeologia si sono rianimate nel paesaggio fluviale e, direi, monumentale dell’Aniene, che qui scorre placido e silenzioso dopo il fragoroso salto dalla rupe tiburtina.

Tanti i presenti, tra cultori e appassionati di Tivoli e “curiosi” assetati di conoscenza e di curiosità. È questo un buon segno, comunque. Grazie a loro, la speranza che Tivoli risplenda è concreta.

Gli eminenti studiosi della Soprintendenza, Anna Paola Briganti e Zaccaria Mari (che sono tra i dirigenti dell’imponente restauro) con grande perizia, competenza e passione hanno saputo trasportare i presenti in un’atmosfera affascinante del passato, non mancando di farci virtualmente penetrare nelle viscere del grande mausoleo, probabile modello del mausoleo di Adriano, oggi Castel Sant’Angelo.

Insomma, ci si è agevolmente ritrovati secoli addietro, viandanti che attraversano Ponte Lucano e si soffermano nello stupore della solennità del Mausoleo e dell’ambiente.

Molte le belle e care persone che ho qui incontrato, tra cui il prof. Roberto Borgia, vice Presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, altri Consiglieri della Società, e poi, il sorriso della dott.ssa Valentina Cipollari e di altre amiche ed amici (impossibile nominarvi tutte e tutti).

Un gran bel pomeriggio culturale, al di là della retorica e della “superbia”!

                                                                                                                                                                                      Gianni»

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La voce sul tiburtino Gino Tani nel “Dizionario Biografico degli Italiani”

Ai consoci,

  con profonda soddisfazione partecipo a tutti i consoci che nel vol. 94° del “Dizionario biografico degli Italiani”, presentato da pochi giorni dall’Istituto della Enciclopedia Italiana, è presente alle pp.819 – 821, una dettagliata e puntuale “voce” dedicata al nostro concittadino Gino Tani (Tivoli 31 maggio 1901 – Roma 4 aprile 1987). La curatrice Ilaria Sainato commette un solo errore, purtroppo non nuovo:  sostiene abbia  compiuto gli studi classici presso il Convitto nazionale “Amedeo di Savoia” mentre in realtà l’istituto scolastico era situato nello stesso edificio demaniale, del tutto autonomo.

   Viene segnalato che “nel 1924 compare assieme al padre Enrico fra i membri della recentemente costituita Società tiburtina di storia e d’arte, per la quale scrisse alcune fra le sue prime pubblicazioni”. La Sainato ripercorre la carriera professionale, scientifica e pubblicistica di Tani, culminata nell’opera Storia della danza dalle origini ai nostri giorni, Firenze, 1983. Nella bibliografia sono indicati i 3 saggi presentati tra il 1929 ed il 1934, guidato dal fondatore del nostro sodalizio,cui fu particolarmente vicino. Un quarto lavoro , di ben 42 pagine, dedicato ad uno dei suoi maestri, Filippo Guglielmi, arricchisce il vol. XXV dei nostri “Atti”.

   Tani riposa in una tomba, posta nel viale principale del nostro cimitero.

                                                                                                                                  VINCENZO G. PACIFICI

                                                                                                                             (Presidente della STSA)

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Questo il necrologio su Gino Tani pubblicato sugli ATTI E MEMORIE, vol. LXII (1989), pag. 317-318.

IN RICORDO DI GINO TANI
(1901-1987)
Uno spirito vivace, una mente aperta, esperto musicologo, storico e critico della danza e della musica, sono gli aspetti umani e culturali che hanno caratterizzato il tiburtino prof. Gino Tani, collaboratore della presente rivista, che è scomparso a Roma il4 aprile 1987, all’età di 86 anni.
Era nato a Tivoli il 31 maggio 1901 e qui compi gli studi classici: frequentò gli studi giuridici, poi si laureò a Roma in lettere e filosofia. Contemporaneamente, a Tivoli, studiò pianoforte e armonia con Filippo Guglielmi e musicologia con Giuseppe Radiciotti. Nel 1930 iniziò la carriera didattica e passò successivamente all’insegnamento letterario, prestato nella scuola media e al Conservatorio di S. Cecilia, a quello musicale presso la Scuola di Perfezionamento del Teatro dell’Opera, dove tenne corsi di storia del teatro lirico dal 1940 al 1946. Passò poi all’Accademia Nazionale di Danza, dove occupò la cattedra di storia della danza, e infine all’Accademia di Belle Arti di Roma per l’insegnamento di storia del teatro (lirico, drammatico e ballettistico) fino al 1957.
In questa attività didattica mostrava una predilezione per il balletto e una profonda ammirazione per gli straordinari progressi fatti dalla scuola russa in questo campo, né mancava di sottolineare, in ogni occasione, il grande contributo dato al fiorire di quella scuola da molti esponenti italiani.
La sua passione per il balletto non gli impedì di comprendere il valore di novità e di allargamento del patrimonio coreutico rappresentato dalla modern dance americana.
All’attività didattica si aggiungeva la collaborazione a varie riviste e quotidiani, soprattutto al Giornale d’Italia, al Tevere e, dal 1939 per oltre quarant’anni, al Messaggero; quale critico della danza.
Fu inoltre collaboratore dell’Enciclopedia dello”Spettacolo, fondata da Silvio D’Amico: fin dal primo volume fu consulente per la sezione Musica e Danza, poi, dal quinto
volume, diresse la sezione Danza, alla quale ha dato gran parte delle voci generali e quasi tutte quelle biografiche riguardanti il balletto italiano.
Nel I Congresso Internazionale dei critici di danza, tenutosi a Nervi nel 1960, era stato eletto presidente della Association Internationale des Critiques de la Danse.
Tra le opere specifiche ha pubblicato Il balletto in Italia e i Cinquantanni di opera e di balletto (Roma 1954). Instancabile ricercatore aveva concluso nel 1983 una amplissima
Storia Universale della Danza, uscita per i tipi della casa editrice Holsky. Negli ultimi anni della vita aveva condotto a termine una monumentale Storia del Balletto, in attesa di pubblicazione.
L’intensa attività romana non gli aveva fatto rallentare  i suoi rapporti con l’amata Tivoli, dove tornava spesso per un vivificatore approdo alle origini, intrattenendosi con i comuni amici della sua fanciullezza. Fu in una di quelle occasioni, nei fervidi anni della ripresa dell’attività della Società Tiburtina di Storia ed Arte, che ebbi occasione di conoscerlo, io giovane segretario del sodalizio, attraverso le comuni conoscenze del presidente Gustavo Coccanari e dell’economo Antonio Parmegiani. Egli appariva nel vigore della piena maturità che si manifestava attraverso una vivacità e un’acutezza d’ingegno, un’innata signorilità di modi, impreziosita dai contatti quotidiani e dalla versatilità di scrittore e di critico d’arte. Fu allora che maturò l’impegno di pubblicare un saggio per onorare la memoria di Filippo Guglielmi, il suo maestro, già a suo tempo compilato e poi accantonato. Il lavoro subi una profonda revisione e, in breve tempo, fu pubblicato nel 1952, nel XXV volume degli «Atti e Memorie», il secondo della ripresa dopo l’interruzione della guerra.
Il lettore che intendesse ripercorrere oggi, attraverso la prosa di questo saggio, troverebbe in sintesi gli elementi caratteristici dell’uomo: il rigore del critico, la struggente malinconia
per la sorte sfortunata di Guglielmi e la profonda nostalgia per le comuni aspirazioni vissute a Tivoli, in un variegato quadretto idilliaco fatto di impegni quotidiani.
La scomparsa di Gino Tani, per i meriti da lui acquisiti nel campo culturale, nel settore storico e critico della danza e della musica, ha rappresentato una perdita incolmabile per Tivoli. La Società Tiburtina, che ne piange la perdita, attraverso il presente ricordo intende additarlo alle giovani generazioni.
                                                                                                                                                    RENZO MOSTI