Archivi del mese: maggio 2019

Villa d'Este, il cortile, anno 1950.

Le Ville di Tivoli: ingresso gratuito tutti i primi lunedì del mese da maggio fino a dicembre per tutti, mentre rimane l’ingresso gratuito per tutto l’anno per i cittadini di Tivoli e dei comuni limitrofi

Sono numerose, nel corso del 2019, le giornate ad ingresso gratuito, volute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Oltre alle prime domeniche del mese da ottobre a marzo e alla Settimana dei Musei, l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este –Villae promuove e favorisce l’ingresso gratuito tutti i primi lunedì del mese da maggio a dicembre per tutti.

“Il libero accesso ai siti culturali – afferma il direttore delle Villae, AndreaBruciati– è una misura necessaria per consentire una fruizione diffusadel patrimonio. Garantire tutte le fasce della popolazione, attraverso le gratuità, ma soprattutto grazie a una politica di accessibilità intesa in senso ampio, è una precisa e determinante scelta del nostro Istituto. Le Villae, fuse nel loro contesto ambientale, regalano inoltre un’esperienza emozionale oltre che culturale unica nel suo genere. In questa ottica, incentivare l’accesso nei giorni di minore flusso, quando maggiore è la tranquillità e il piacere di godere questi luoghi eccezionali, mi è sembrata l’opzione migliore da offrire”.

Nelle Villae, infine, si intensifica l’iniziativa relativa all’ingresso gratuito ogni lunedì, per tutto l’anno, riservato ai cittadini di Tivoli e dei comuni limitrofi (Castel Madama, Guidonia Montecelio, Marcellina, San Polo dei Cavalieri, San Gregorio da Sassola, Vicovaro, ad eccezione di Roma), per favorire un dialogo continuativo​con il territorio, volto ad una riappropriazione identitaria dei luoghi della cultura da parte della popolazione.

Informazioni:

www.villaadriana.beniculturali.it

va-ve@beniculturali.it

Locandina_Premio_Bulgarini_SeminarLibri

Presentato il Premio Bulgarini sulla storia di Tivoli, venerdì 17 maggio 2019

 

La presentazione del premio Bulgarini sulla storia di Tivoli, rivolto agli studenti delle quinte classi della scuola primaria per l’anno scolastico 2019/2020, è avvenuta nell’ambito della rassegna SeminarLibri nel palazzo dell’ex-Seminario vescovile in Piazza del Seminario a Tivoli, venerdì 17 maggio 2019 ore 17,30.

VAI ALLA PAGINA DEL PREMIO BULGARINI

Venerdì 17 maggio 2019, nel palazzo dell’ex Seminario vescovile a Tivoli, è stato presentato il Premio “Francesco Bulgarini” sulla storia di Tivoli per l’anno scolastico 2019/2020 rivolto a tutti gli alunni delle quinte classi delle scuole primarie di Tivoli, statali e parificate.

Il Premio è stato presentato dalla sig.ra Daniela Napoleone Bulgarini, in rappresentanza della famiglia Bulgarini, che vuol ripristinare il premio, dopo una lunga interruzione, considerandolo come vera e propria integrazione degli alunni; dal prof. Franco Sciarretta, consigliere della Società Tiburtina di Storia e d’Arte e dal prof. Roberto Borgia, vicepresidente della stessa.

Ha concluso l’ing. Gianni Andrei, che da diversi anni si sta adoperando affinché il Premio possa ritornare ad essere un punto di riferimento per la giovani generazioni tiburtine, nate o residenti a Tivoli, in modo che, conoscendo la storia e le bellezze di Tivoli, portino loro rispetto e amore, coinvolgendo anche i genitori.

In particolare è stato sottolineato che dal sito della Società Tiburtina di Storia e d’Arte (www.societatiburtinastoriaarte.it) possono essere visualizzate tutte le informazioni e scaricare gratuitamente i testi utili per la preparazione al Premio. Inoltre possono essere scaricati libri, riviste, libri di viaggio, di curiosità, dialetto, poesia, raccolte e repertori, sempre su Tivoli e sulla zona circostante presenti sul sito in numero di circa trecento.

La presentazione si è svolta nell’ambito della rassegna SeminarLibri, organizzata dalla Libera Università “Igino Giordani”, giunta ormai alla quinta edizione, che ha il merito di vivacizzare per tre intere giornate il panorama culturale di Tivoli con eventi, mostre, conferenze e presentazioni di libri. Quest’anno la rassegna era dedicata a Leonardo da Vinci in occasione dei 500 anni dalla morte del genio del Rinascimento, del quale sono stati trattati alcuni aspetti molto originali.

 

Invito_presentazione_premio_Bulgarini_SeminarLibri

Locandina_Premio_Bulgarini_SeminarLibri

 

Copertina

Allestimento complesso Anfiteatro di Bleso-Rocca Pia, sabato 18 maggio 2019 ore 11:00

 

Sabato 18 maggio 2019 ore 11,00

ROCCA PIA A TIVOLI

Ci sono stati l’inaugurazione dell’allestimento Complesso Anfiteatro di Bleso-Rocca Pia e la presentazione della pubblicazione sui due monumenti e sull’allestimento stesso.

La Rocca Pia è visitabile nei giorni di sabato e domenica. Visita guidata gratuita.
Orari visita (ampliati!): 10,40-11,00-11,30-12,00-12,30-12,45; 15,15 (in inglese)-15,45-16,15-15,45-16,45-17,15-17,30 (fino a tutto agosto 2019).
Sono disponibili un massimo di 20 posti per ciascun turno di visita che avrà la durata di 30 minuti.
Il turno di visita si prenota direttamente in ingresso secondo disponibilità e fino ad esaurimento posti.

VEDI L’INTERVENTO DEL SINDACO DI TIVOLI, DOTT. GIUSEPPE PROIETTI, IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE

VEDI L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE ALLA CULTURA URBANO BARBERINI (sito esterno)

Copertina

rocca pia

 

COMPLESSO DELLA ROCCA PIA. PERCORSO MUSEALE

Il complesso della Rocca Pia si estende a comprendere anche il vicino Anfiteatro di Bleso, sui resti del quale nel 1461 iniziarono i lavori per la costruzione della fortezza.

La zona è sempre stata una delle più importanti della città: già in età protostorica l’area era infatti occupata dalle capanne di un abitato di Sabini;nella stessa zona, tra le Torri e piazzale Matteotti, all’inizio degli anni Cinquanta,fu rimessa in luce un’estesissima e ricca necropoli, databile tra il IX e il VI secolo a.C.

Sull’Anfiteatro romano un’iscrizione informa che un certo M. Tullius Blaesus in età adrianea ne finanziò l’inaugurazione; un’altra, che nell’arena si svolgevano giochi gladiatori. Adagiato sul pendio della collina, era fuori delle mura urbiche, ai limiti dell’area abitata.

La Rocca Pia, come noto, deve il suo nome a Pio II Piccolomini, il papa umanista che ne iniziò la costruzione nel 1461, sull’estremità ovest dell’anfiteatro e a ridosso della cinta urbana medievale. Il punto fu scelto in base a considerazioni strategiche, sia per tenere sotto controllo la città che per dominare le vie di accesso alla Rocca da tutte le direzioni. Il completamento dell’opera avvenne con papa Alessandro VI Borgia (1492-1503).

La fortezza è costituita da quattro torri coronate da merli guelfi e unite da alti muraglioni. L’ingresso, sul lato Nord, era controllato da un ponte levatoio; una profonda fossa la difendeva dall’esterno.

I documenti attestano che nella fortezza, durante uno dei suoi soggiorni estivi il papa Paolo III, approvò verbalmente il progetto della Regola della Compagnia di Gesù, redatto da S. Ignazio di Loyola.

Perduta progressivamente nei secoli successivi la sua funzione difensiva, la Rocca alternò la funzione di caserma pontificia con quella di prigione e rimase come carcere fino al 1960.

Oggi, completate le operazioni di restauro e ceduta dal Demanio in proprietà al Comune di Tivoli, la Rocca può essere finalmente aperta per essere utilizzata come Museo e come sede di eventi ed attività culturali, valorizzata con un percorso museale, sintetico ma accurato, che illustra la storia della fortezza e dell’area limitrofa e ne rende viva la visita ai cittadini di Tivoli e ai turisti di tutto il mondo.

                                                                                                   Giuseppe Proietti  SINDACO DI TIVOLI

Indice_pubblicazione_Bleso_Rocca_Pia

In basso, alcuni dei circa cento pannelli che sono esposti nell’allestimento, insieme ad altro materiale documentario.

Foto_Mari

Al dott. Zaccaria Mari il premio “Jean Coste” per la Ricerca Archeologica, giovedì 16 maggio 2019 ore 18,00 in Campidoglio

INVITO Premio Jean Coste 2019_Pagina_1INVITO Premio Jean Coste 2019_Pagina_2

Profilo di ZACCARIA MARIFoto_Mari

Laureato in Lettere Classiche e specializzato alla Scuola Nazionale di Archeologia, è dal 1999 Funzionario archeologo, oggi in servizio presso la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Fino al 2015 è stato responsabile del Servizio Restauro e dei depositi di materiali archeologici di Villa Adriana, oggi è Direttore dell’Area archeologica della Villa di Orazio a Licenza.
Si occupa di tutela, valorizzazione e museologia nei Comuni del territorio ad Est di Roma. Ha condotto, in particolare, scavi nelle ville di Nerone a Subiaco e di Traiano ad Arcinazzo Romano, a Villa Adriana (ove ha scoperto l’Antinoeion e il complesso della cosiddetta Palestra), a Tivoli (Santuario di Ercole Vincitore) e in area sabina e prenestina.
Collabora strettamente con le Forze dell’Ordine nell’azione di contrasto ai reati riguardanti il patrimonio culturale.
È curatore degli atti dei convegni della Soprintendenza “Lazio e Sabina”. Si interessa prevalentemente di topografia di età preromana e romana.
È autore dei volumi della “Forma Italiae” Tibur, pars tertia e quarta (Firenze 1983, 1991). Ha pubblicato in sedi scientifiche, ma anche a livello divulgativo, numerosi studi relativi a popolamento e insediamenti antichi, ville, acquedotti, monumenti.
Ha partecipato alla missione archeologica italiana a Leptis Magna in Libia.
È stato tra i fondatori del Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Guidonia Montecelio, di cui è Conservatore.
È membro del Consiglio Direttivo e redattore della rivista di storia patria “Atti e Memorie” della Società Tiburtina di Storia e d’Arte.

4_I_palazzi_di_Via_Garibaldi_bombardati

Una poesia per ricordare il bombardamento su Tivoli del 26 maggio 1944

TIVOLI 26 maggio 1944

Lu sòle s’èra azzatu préstu quélla matina.

Tivuli mustréa tutta la bbellezza de ’na città piéna de stòria;

li munti tiburtini e le levéta ci facéanu da cornice.

Da Carciano se vedéa lu cuppuló.

Ognunu facéa li lavuri séi, alle cavi, alle cartère.

Chi all’ortu o a zappà la vigna.

Li reazzitti stéanu tutti a scòla.

Quanno tuttu ’nzemi sentèssimo li rioplani.

Azzèmmio l’ócchi p’avardà pell’aria: èranu americani.

’Ncuminciaru a bommardà !

Ma cómm ’n-zò alleati ? Dicéanu tutti scappènno.

Chi urléa, chi cerchéa li figghi e chi strilléa lu nóme della mógghie.

Tivuli bbèlla méa co’ ’n-attimu te ficeru deventà ’n-mucchiu de ruine.

’N-z-areconoscéa più gniènte ! Le gghiése, li palazzi, le stradi eranu sparite.

La guèra, brutta e maledètta, ha destruttu le bbellézze

che tuttu lu munnu ci ’mmidiéa.

L’anima d’ognunu èra ferita e di domannèmmio perché èra succéssu.

 Tanti furu li figghi de Tivuli che,

quillu ggiorno de maggiu, piinu de sòle,

pèrseru la vita.

                                                                                                             Maria Cerroni

 

(Maria Cerroni è allieva del corso di dialetto tiburtino tenuto dal prof. Franco Sciarretta presso la L.U.I.G. La poesia è stata letta dall’autrice nel corso della conferenza, organizzata dalla Società Tiburtina di Storia e d’Arte, tenuta dal prof. Alcibiade Boratto “Ricordi dei bombardamenti della seconda guerra mondiale” il giorno 10 maggio 2019 nelle Scuderie Estensi a Tivoli, riscuotendo un plauso unanime.)