Archivi del mese: marzo 2019

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Pronta la STORIA DI TIVOLI di Renzo Mosti nell’edizione 2019 di Roberto Borgia

Riportiamo l’AVVERTENZA all’edizione aggiornata alla STORIA DI TIVOLI di Renzo Mosti, curata da Roberto Borgia e disponibile, scaricandola in formato pdf, per tutti gli alunni partecipanti al “Premio Bulgarini” per la storia di Tivoli e per coloro che vogliono conoscere la storia della nostra città.

Il secondo volume dedicato ai MONUMENTI è in preparazione.

“La ripresa del Premio “Francesco Bulgarini” per la storia di Tivoli, rivolto a tutti gli alunni delle quinte classi elementari del Comune di Tivoli, a partire dall’anno scolastico 2019/2020, richiede che sia messo a disposizione di alunni ed insegnanti un testo che illustri la storia e i monumenti della nostra città.

Mi è venuto spontaneo allora aggiornare il fondamentale testo di Renzo Mosti, Storia e monumenti di Tivoli, del 1968, soprattutto per la parte iconografica, mettendolo a disposizione poi gratuitamente sul sito della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, dove, le persone interessate possano scaricarlo in formato pdf.

L’aumento di pagine, conseguente all’ampliamento del volume di Mosti, e soprattutto le numerose illustrazioni inserite, hanno obbligato la suddivisione dell’opera in due volumi, una parte dedicata alla Storia ed una parte ai Monumenti.

A differenza dell’amico e maestro Renzo ho dato ampio spazio alla parte delle leggende sull’origine di Tivoli, in modo che i giovani studenti comprendano  come l’uomo abbia anche bisogno di un immaginario popolare che sia esempio e sprone nella vita di tutti i giorni. Nell’epoca in cui non esistevano mezzi di comunicazione di massa, le leggende erano l’unica narrazione che, tramandata di generazione in generazione, accompagnava le lunghe serate d’inverno presso i focolari, arricchendosi, man mano che passava di bocca in bocca, di particolari sempre più complessi e mirabolanti.

Spero che la lettura dei due volumi spinga ad ampliare la curiosità verso la nostra città: per tutto questo  sono disponibili centinaia di libri e riviste, sempre sul sito della Società Tiburtina di Storia e d’Arte.

Nelle pagine seguenti segue una breve nota della famiglia Bulgarini, che ha voluto rinnovare l’edizione del Premio sulla storia di Tivoli e che ringrazio sentitamente a nome di tutti i cittadini.

Ho premesso anche al primo volume di Storia e monumenti di Tivoli, nuova edizione aggiornata, il comunicato stampa riguardo la ripresa del “Premio Bulgarini” stesso e un ricordo del compianto Renzo Mosti, pubblicato nel 1997.

Tivoli, 7 marzo 2019                                                   Roberto Borgia

                                                                                     Vice presidente della STSA

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SCARICA IL VOLUME (10,2 MB)

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Scaricabile il fondamentale volume STORIA E MONUMENTI DI TIVOLI di Renzo Mosti del 1968.

Riproduzione marzo 2019 a cura di Roberto
Borgia.
In fondo al volume sono state aggiunte due
pagine con il necrologio di Renzo Mosti, dagli
“Atti e memorie della Società Tiburtina di
Storia e d’Arte”, volume LXX, 1977, pag. 5 seg.

Già scaricabile il fondamentale volume STORIA E MONUMENTI DI TIVOLI di Renzo Mosti pubblicato nel 1968.

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© Società Tiburtina di Storia e d’Arte, riservati tutti i diritti.

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Chiesta l’intitolazione di una strada di Tivoli a Giorgio Petrocchi (1921-1989)

Abbiamo il piacere di informare che l’Accademia del Desco d’Oro di Tivoli, dopo la conferenza su Giorgio Petrocchi, proposta e svolta a Tivoli il 7 febbraio scorso nel trentennale della Sua scomparsa, ha presentato all’Amministrazione Comunale di Tivoli la richiesta ufficiale (protocollo 12183 del 4 marzo 2019), sostenuta da centinaia di firme raccolte, di intitolare una via o piazza importante del centro della Città a Giorgio Petrocchi, insigne tiburtino celebrato in tutto il mondo ma non nel suo luogo natale.

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Giorgio Petrocchi nacque a Tivoli il 13 agosto 1921 e morì a Roma il 7 febbraio 1989.

Critico e filologo, cominciò ad appassionarsi ai manoscritti lavorando alla Biblioteca Angelica di Roma. In seguito insegnò Letteratura italiana alla “Sapienza” di Roma. Si occupò di numerose edizioni critiche, dedicando molta parte del suo lavoro alla letteratura del Duecento, a Torquato Tasso e alla Commedia di Dante. Accademico dei Lincei e Accademico della Crusca. Contribuì alla fondazione delle Università LUMSA e Roma Tre. Sempre legato alla sua città natale, fu membro della Società Tiburtina di Storia e d’Arte e collaborò alla rivista sociale ATTI E MEMORIE.

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Si svela il Serapeo: ecco le stanze segrete di Villa Adriana

da www.ilmessaggero.it

 

di Laura Larcan – video Andrea Giannetti/Ag.Toiati

Se Federico Fellini avesse dovuto raccontare il Serapeo di Villa Adriana a Tivoli, avrebbe allestito un grande banchetto davanti a Fontana di Trevi. Con Marcello Mastroianni nei panni di Adriano. Perché in fondo, questo monumento straordinario tra le icone della cittadella patrimonio Unesco, rappresenta la quintessenza della Dolce Vita imperiale. «Se il Teatro Marittimo di Villa Adriana è la zona privata, intima, riservata, dell’imperatore, il Serapeo è il cuore della mondanità», commenta Andrea Bruciati, direttore del complesso archeologico. La suggestione è forte al cospetto di questo complesso monumentale concepito per magnificare i banchetti esclusivi dell’imperatore incorniciati da giochi d’acqua. Siamo nel cuore della villa-città di Adriano (II secolo d.C.), tra le acque placide del Canopo e la natura regina, che puntella il paesaggio di querce e ulivi secolari. Un gigante, il Serapeo, rimasto sempre inaccessibile per motivi di sicurezza, ma che ora aprirà al pubblico dal 22 marzo. Il Messaggero è entrato in anteprima in questo monumento plasmato dall’estro architettonico e dalla ricchezza decorativa.

IL LABIRINTO
Un padiglione colossale ad esedra che all’interno svela ora un labirinto di ambienti (persino la latrina imperiale di Adriano) che conducono alla ciclopica aula del triclinio di Adriano.Il percorso è da vertigine. Le impronte a terra, le tracce di intonaco e stucco, i fori sulle pareti, tutto testimonia la grandiosità di duemila anni fa passata per le razzie della spoliazione. La volta stellata è evocata dalle tracce di paste vitree di un profondo blu notte, sulle pareti sfilavano i marmi policromi arrivati da tutto l’impero, e le nicchie decorate con incrostazioni come fossero grotte naturali incorniciavano le statue. E l’acqua. Anima e cuore di tutto. Dalla volta piovevano ad arte cascate, che riempivano piscine e alimentavano canali nascosti. Gli stessi canali che riemergevano nella zona del triclinio destinato agli ospiti illustri, visibile sulla facciata concava. Gli schiavi vi attingevano per lavare i piedi dei convitati che si accomodavano sul letto curvilineo, mentre sulle grandi vasche centrali galleggiavano scenografici piatti a forma di navi carichi di ogni delizia gastronomica. L’acqua diventa simbolo ideale di una magnificenza estetica, ma anche di raffinata ingegneria idraulica che tutto nobilita e rende divino. «Entrare nel Serapeo significa fare un’esperienza di luce e suono – commenta Andrea Bruciati – l’acqua a profusione potenziava al massimo le capacità cromatiche e luministiche del Serapeo». Ama fare collegamenti tra storia e attualità, Bruciati da buon storico dell’arte. «Il Serapeo rappresentava il ristorante stellato per eccellenza, il meglio assoluto dal punto di vista del panorama culinario, che doveva essere mostrato, esposto, vissuto come esperienza». La scena va immaginata: Adriano all’interno della sua aula stellata, avvicinabile solo dagli ospiti di rango superiore, mentre gli altri aristocratici prendevano posto a distanza lungo il Canopo. Acqua, si diceva, e luce. «Il Serapeo diventa la rappresentazione simbolica dell’imperatore come essere divino, secondo i culti dell’antico Egitto, terra conosciuta da Adriano e che riverbera in tutto il complesso del Serapeo e del Canopo». Ed è proprio nelle acque del Nilo che Antinoo, il giovane bellissimo amato da Adriano, morì misteriosamente (130 d. C.). Ma sul Serapeo il mito di Antinoo aleggia solamente. Probabilmente non vi mise mai piede, il ragazzo. Era già morto.

IL BELVEDERE
Il nuovo percorso di visita regala scenari inediti. Dalle scale originali del monumento, tra mosaici e intonaci, si conquista il Belvedere che domina dall’alto tutto il virtuosismo ingegneristico del monumento, con il sistema di canali alimentati dall’acquedotto. La mise en scene del potere assoluto: «Nella storia un parallelo si può cogliere con la reggia di Versailles del Re Sole Luigi XIV», avverte Bruciati. Entrare nel labirinto di ambienti, cunicoli, sottoscala, è in fondo come entrare nelle stanze del dio. «Fino ad oggi, il Serapeo ha sempre mostrato la sua facciata, offrendo di sé un effetto bidimensionale – riflette Bruciati – ora si coglie tutta la profondità, la sua organicità e complessità». Marguerite Yourcenar sarebbe stata contenta, lei che ha restituito la vera levatura di Adriano, imperatore che più di tutti ha viaggiato e ampliato l’impero romano (pensiamo al Vallo di Adriano in Inghilterra) ma ha avuto una tale ammirazione per il mondo greco da mediare tutta la sua politica attraverso la cultura. E Villa Adriana è l’eco dei suoi viaggi.
4333065_00vai alla pagina con il video (pagina esterna al nostro sito)     VIDEO SUL SERAPEO