Archivi del mese: maggio 2018

I cittadini di Tivoli debbono pagare ben dieci euro per visitare la Mensa Ponderaria …!

Notizie poco positive per i cittadini di Tivoli, interessati a visitare la Mensa Ponderaria destinata ad essere riaperta per due giorni alla settimana a partire dal 10 maggio 2018.

Infatti per accedere a questo piccolo gioiello  tiburtino occorrerà, oltre la prenotazione, pagare  necessariamente anche il biglietto per Villa d’Este o Villa Adriana (ben 10 euro) il quale servirà di ingresso anche alla Mensa stessa. Cosa assai onerosa e soprattutto scomoda in quanto, per la visita alle ore 13,00, oltre alla prenotazione obbligatoria, bisogna acquistare il biglietto d’ingresso addirittura nella biglietteria di Villa Adriana.

Sarebbe auspicabile, anzi è assolutamente un dovere morale, che i cittadini di Tivoli possano usufruire gratuitamente della visita alla Mensa stessa, che precedentemente era gestita, per l’ingresso, dal Comune di Tivoli e non essere costretti a questo esborso.

Il dott. Bruciati, direttore dell’Istituto autonomo Villa Adriana-Villa d’Este, spesso nei suoi interventi ha parlato di “federalismo culturale”, ma federalismo vuol dire anche usufruizione dei beni pubblici per tutti i cittadini.

Alleghiamo qui sotto il comunicato dell’Istituto autonomo Villa Adriana-Villa d’Este:

MENSA PONDERARIA

 

Si tratta di uno dei pochissimi casi (come ad es. a Pompei, sempre di età repubblicana) in cui si è potuta identificare la specifica funzione di pesa pubblica negli ambienti venuti in luce, proprio per la presenza della mensa ponderaria.
L’edificio, rinvenuto casualmente nel 1883, concludeva la piazza sul lato opposto all’arco di S. Sinforosa, che ne costituiva un accesso monumentale anche in antico.

La caratteristica principale dell’ambiente, grosso modo rettangolare, peraltro non molto grande, è la presenza di due mensae, o tavole per misure, realizzate in marmo e provviste di cavità concave di dimensioni diverse, originariamente rivestite di metallo, per alloggiare i pesi ufficiali di riferimento. Un altro elemento importante è la presenza di un’iscrizione che ci dà utili informazioni sull’artefice dell’allestimento: è il liberto Marco Vareno Difilo, magister della corporazione degli Herculanei, che dedica anche due statue ai suoi patroni, Marco Lartidio e Varena Maggiore, come recitano le iscrizioni, una delle quali ancora sul posto.

La connessione della corporazione con le attività che si svolgevano nel mercato è sottolineata dal nome, derivato da Ercole, protettore dei commerci, che compare anche su un rilievo nello stesso ambiente: il dio è raffigurato con la clava impugnata nella destra, suo attributo specifico, che non a caso decora anche i pilastri di sostegno delle mense.

La ricchezza del liberto è comprovata non solo dalla costruzione della mensa ponderaria situata nel cuore pulsante delle attività commerciali dell’antica Tibur, ma anche dal fatto che nell’ambiente viene usato a profusione il marmo per rivestire muri e pilastri, ricorrendo oltre che al marmo bianco, a specie pregiate come il giallo antico, che ricopriva anche le parti in travertino. E non è tutto: lo stesso facoltoso personaggio fece erigere a breve distanza di tempo anche un secondo ambiente contiguo, scoperto nel 1920, dove furono rinvenuti i frammenti di una statua seduta raffigurante un imperatore; la scultura è attualmente ricollocata sul suo basamento al centro dell’abside; l’uso del marmo per la pavimentazione e l’alta zoccolatura, che delimitava le pareti affrescate e decorate con festoni, denota la ricchezza del committente.

Un’iscrizione rinvenuta all’epoca della scoperta sottolinea anche in questo caso che Marco Vareno Difilo ha pagato a sue proprie spese l’Augusteum, o cappella per onorare l’imperatore: è possibile che si tratti di Augusto, che il liberto potrebbe avere conosciuto in occasione delle sedute per l’amministrazione della giustizia che si tenevano al Santuario di Ercole, dove l’imperatore si recava regolarmente: la circostanza cui si riferisce l’iscrizione sarebbe il rientro di Augusto dal lungo viaggio in Siria, avvenuto nel 19 a.C.

Del resto, la tecnica muraria delle strutture sembra indirizzare verso la stessa datazione: la fase legata all’apprestamento dell’ambiente come mensa ponderaria è caratterizzata da muri in opus reticulatum, con riutilizzo in parte di quelli precedenti in opus incertum, che ben si colloca in epoca augustea.

Info

Mensa Ponderaria
Piazza del Duomo, 4 – Tivoli (Roma)

dal 10 maggio 2018 aperta il Giovedì e Venerdì (visite ore 12.30 e 13.00)

prenotazione obbligatoria, due giorni prima della visita:
Per visita ore 12.30: Biglietteria Villa d’Este: +39 0774332920; info@villadestetivoli.info
Per visita ore 13.00: Biglietteria Villa Adriana: +39 0774382733; villa.adriana@coopculture.it

L’ingresso alla Mensa Ponderaria è abbinato al biglietto giornaliero di ingresso a Villa d’Este o a Villa Adriana, € 10,00 intero, ridotto € 5,00, valido 6 giorni dalla sua emissione.

Sono fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT.

Le visite non sono previste da un minimo di 10 persone ad un massimo di 25.

Speriamo che per chi acquista il biglietto sia poi possibile visitare la Mensa Ponderaria e non si trovi nell’impossibilità della visita se non ci sia un minimo di 10 partecipanti.