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Scheda: Arci (Via Empolitana-Fosso Empiglione), a cura di Zaccaria Mari

SCHEDA SCAVI ARCHEOLOGICI

Provincia: Roma

Comune: Castel Madama

Località: Arci (via Empolitana-fosso di Empiglione)

Tipologia: Acquedotto di età romana (Anio novus)

Descrizione:

                 Nella zona significativamente denominata “Arci”, fra Tivoli e Castel Madama, sulla via Empolitana, si trova uno dei più suggestivi “nodi” degli acquedotti antichi, paragonabile a quello di Tor Fiscale a Roma. Vi convergono, infatti, i quattro acquedotti provenienti dalla valle dell’Aniene, c.d. aniensi (Anio vetus 272-270 a.C., Aqua Marcia 144-140 a.C., Aqua Claudia e Anio novus 30-52 d.C.). In particolare nel Comune di Castel Madama l’Anio novus si scinde in due rami, uno dei quali corre lungo l’Empolitana in direzione di Tivoli, l’altro invece devia a Sud, scavalcando la via e il vicino fosso di Empiglione (fig. 1). Sono qui le arcate più imponenti, immortalate in foto storiche della fine ‘800 (fig. 2), che ancora oggi caratterizzano fortemente il paesaggio.

                 Nel 2014-15 la Soprintendenza è intervenuta a dirigere l’intervento, realizzato dalla proprietà, di ripulitura dalla vegetazione dell’intero tratto di acquedotto (lungh m 250) fra la via e il fosso e di sistemazione della strada campestre antistante, lungo la quale sono state collocate luci e piante ornamentali (fig. 3). A margine dell’Empolitana, ove gli archi sono crollati, si è riportata alla luce la base di un pilone costituita dall’originaria struttura di età claudia in opus quadratum, rifasciata con muratura laterizia (fig. 4). Il pilone fu demolito, per recuperare i blocchi di tufo e le grappe che li collegavano, forse già in epoca medioevale, quando questo ramo dell’acquedotto era definito “arco fulgurati” (documeto del 958). L’attiguo fornice che superava l’Empolitana antica (è incerto se nella sede della via attuale) doveva essere più ampio e monumentalizzato. La ripulitura del tratto seguente sino al fosso ha consentito di documentare lo stato di conservazione dell’acquedotto rispetto alle foto e ai rilevi Ashby di più di un secolo fa. La situazione è quasi invariata, ma urgono opere di consolidamento a causa soprattutto delle lesioni e del distacco delle masse murarie costruite in epoche diverse. Le tre arcate ancora in piedi e sormontate dallo speco (figg. 5-6), completamente ricostruite in laterizio sotto Adriano, sono le uniche che sono state oggetto di restauro (integrazioni alla base e cerchiature in ferro eseguite negli anni Trenta del ‘900). La bella cortina laterizia e le duplici ghiere degli archi risultano asportate quasi del tutto. Seguono i resti di vari piloni conservati per modesta altezza, ma alquanto interrati alla base, che presentano la struttura in blocchi interamente rifasciata; due di essi sono ancora collegati da bassi archi di un ordine inferiore ridotti al solo nucleo cementizio. Vicino al fosso due piloni hanno assunto il singolare aspetto di ambienti quadrati a causa della rimozione dei blocchi, di cui rimane netta l’impronta sul cementizio (fig. 7).

 

Bibliografia

 Th. Ashby, Gli acquedotti di Roma antica, Roma 1991 (traduz. di The Acqueducts of Ancient Rome, Oxford 1935), pp. 318-323, Z. Mari, Via Empolitana, km 3,800, acquedotto dell’Anio Novus, in Thomas Ashby. Un archeologo fotografa la Campagna Romana tra ‘800 e ‘900, Roma 1986, pp. 238-240, n. 199, J. Coste, Un insediamento del Tiburtino: Empiglione, “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” 61, 1988, p. 152, F. Pompilio, Valle d’Empiglione, Fosso d’Empiglione, in I giganti dell’acqua. Acquedotti romani del Lazio nelle fotografie di Thomas Ashby (1892-1925), a cura di S. Le Pera, R. Turchetti, Roma 2007, pp. 172-177, nn. 2-3

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Scheda: Mausoleo dei Plauzi (a cura di Zaccaria Mari)

SCHEDA SCAVI ARCHEOLOGICI

Provincia: Roma

Comune: Tivoli

Località: Via Maremmana Inferiore-Strada di Ponte Lucano

Tipologia: Mausoleo

Autore della scheda: Zaccaria Mari

 

Descrizione:

Sono iniziati nel marzo scorso i lavori di scavo e restauro del mausoleo dei Plauzi a Tivoli. Il monumento sepolcrale, il più famoso della Campagna Romana dopo quello di Cecilia Metella sulla via Appia, studiato dagli architetti sin dal XV secolo e rappresentato da molti vedutisti, si trova a valle dell’antica Tibur, sulla sponda sinistra dell’Aniene, a lato del c.d. ponte Lucano con cui la via Tiburtina supera il fiume (fig. 1). Il mausoleo, eretto in piena età augustea, si compone di due corpi: quello superiore cilindrico (diam. m 17,40, alt. cons. 12) in opera quadrata di travertino (il lapis Tiburtinus estratto nella vicina cava del Barco) con elegante bugnato piatto, suddiviso in due parti da una cornice aggettante, che forse terminava con un parapetto merlato o con copertura piana, e un corpo basamentale a forma di basso parallelepipedo quadrato (lato m 23,30, alt. 3,50 ca.), anch’esso rivestito di opera quadrata su un nucleo cementizio, oggi quasi completamente sepolto (fig. 2). Il mausoleo sorge, infatti, in un’area di esondazione, che già nei secoli scorsi vide notevolmente innalzato il letto del fiume, al punto che le arcate del ponte risultano interrate fino oltre l’imposta. Durante i secoli si è più volte tentato di preservare il monumento dagli straripamenti (ad esempio nel 1835 per opera dell’architetto L. Valadier), ma senza un vero successo. La costruzione nel 2004 dell’antiestetico muro in cemento (v. fig. 2), disconoscendo completamente le ragioni della tutela del bene culturale, ha invece mirato esclusivamente a salvaguardare l’edilizia e le attività, in parte abusive, dell’area circostante.

Nel corpo inferiore, accessibile da una porta architravata sul lato opposto alla Tiburtina, è ricavata la cella funeraria a pianta quadrata in opus reticulatum, con abside sul fondo, illuminata da due feritoie, costantemente invasa dall’acqua. Alla sommità del lato del basamento prospiciente la via Tiburtina si conserva un tratto del prospetto architettonico in travertino con nicchie ad arco e una centrale rettangolare, separate da semicolonne su un alto plinto e con capitello corinzio (figg. 3-4), che probabilmente girava tutt’intorno al corpo cilindrico. Nella parte alta del corpo cilindrico, verso la Tiburtina, è inserita l’iscrizione marmorea Corpus Inscriptionum Latinarum XV, 3606, di M. Plautius Silvanus (console nel 2 a.C. con Augusto), fondatore del mausoleo, e della moglie Lartia, cui corrispondono sul basamento la grande iscrizione 3605, di Plauzio Silvano, della moglie e del figlio M. Plautius Urgulanius, e la 3608, di Ti. Plautius Silvanus Aelianus, console nel 45 e nel 74 d.C., ancora inserite nel prospetto architettonico (fig. 5). Delle altre iscrizioni inserite nelle nicchie destinate ad accogliere i tituli funerari dei membri della gens senatoria dei Plautii Silvani, sepolti nel mausoleo durante tutto il I sec. d.C., è nota la 3607, di P. Plautius Pulcher, anch’egli figlio di M. Plauzio.

Il mausoleo venne forse utilizzato come baluardo a difesa del ponte già nel VI secolo durante la guerra greco-gotica, che ebbe in Tibur un importante caposaldo, ma solo in pieno Medioevo è citato come forte (anno 1141). Verso il 1465 fu trasformato in torrione mediante l’aggiunta del coronamento a sporto su archetti, con merli e camminamento interno, ove è inserito lo stemma di papa Paolo II (fig. 6). Buona parte del cilindro, quella rivolta verso Tivoli, ove in un momento imprecisato era iniziata la demolizione al fine di riutilizzare i materiali, è ricostruita con una solida muratura a scaglie di basalto (provenienti dai lastroni della pavimentazione della via Tiburtina), di travertino e di marmo.

Il corpo cilindrico presenta la parte inferiore piena, mentre quella superiore è vuota ed è stata interessata da pesanti interventi per il riuso medioevale e moderno, in particolare con l’erezione di quattro alti e grossi pilastri in muratura (uno è interamente crollato), che sorreggevano la copertura lignea raggiungibile per mezzo di scale anch’esse in legno.

Il progetto, elaborato dalla Soprintendenza e finanziato con la L. 23.12.2014, n. 190, per un importo di Euro 2.300.000,00, prevede: il restauro del corpo cilindrico (trattamento delle superfici in travertino, consolidamento e integrazione delle murature e del prospetto architettonico con le epigrafi), il recupero del vano superiore che si vuole rendere accessibile, la realizzazione di una copertura parzialmente praticabile onde consentire la periodica manutenzione e la fruizione del camminamento sommitale, lo scavo e il restauro del basamento, la sistemazione a parco archeologico-naturalistico dell’area circostante con entrata su via Maremmana Inferiore e vialetto di accesso che consenta di godere della vista sull’Aniene, così come si può ammirare negli acquerelli dell’Ottocento.

Ad oggi (agosto 2019) sono stati restaurati integralmente gli archetti con ghiera a mattoncini del coronamento (figg. 7-8) e parte della muratura del corpo cilindrico. È stato inoltre ripulito dalla vegetazione l’ambiente superiore, ove sono intervenute le prime novità. Sotto il moderno pavimento in mattoni sono stati intravisti due muri antichi in opus caementicium convergenti verso il centro che devono appartenere a un sistema a raggiera, come documentato in numerosi mausolei a tamburo di età tardo-repubblicana/primo-imperiale. La parte inferiore del corpo cilindrico quindi è sì piena, ma suddivisa dai setti murari in spicchi triangolari riempiti di scagliette; un sistema simile è utilizzato anche per collegare al corpo cilindrico quello basamentale.

La seconda importante novità riguarda l’attacco di volte in opera cementizia sul perimetro interno del corpo cilindrico; rasate dalla riutilizzazione moderna, appaiono come una successione di archi a tutto sesto (fig. 9). Accurati rilievi consentiranno di precisare l’articolazione del vano esistente in età antica, che sembrerebbe presupporre la presenza di un pilastro centrale. La ripulitura dalla vegetazione ha rimesso in luce anche molti elementi del riuso moderno: la struttura a base quadrata con porta trilitica, addossata al perimetro curvilineo, che conteneva la scala a chiocciola di legno per salire alla sommità (fig. 10), gli incassi per un’altra scala obliqua sullo stesso perimetro, gli incassi di soppalchi lignei sui pilastri, gli intonaci nel piano terra del vano su cui sono tracciati interessanti graffiti risalenti fino al XVIII secolo.

Il progetto prevede anche la messa in sicurezza della secentesca “Osteria del Ponte”, situata di fronte al mausoleo (v. figg. 1-2), in vista di un futuro recupero. Più in generale si auspica che i lavori in corso rappresentino anche l’occasione per coinvolgere soggetti con competenze diverse nel comune obiettivo di risolvere il problema delle inondazioni e di promuovere una sistemazione urbanistica che restituisca decoro e dignità a un sito per troppo tempo lasciato in abbandono.

Il progetto è seguito da Anna Paola Briganti (Responsabile unico del procedimento), Sergio Sgalambro (Direttore dei lavori), Zaccaria Mari (Direttore scientifico).

Periodici aggiornamenti sul prosieguo del cantiere saranno forniti su questo medesimo sito.

 

Le schede sono pubblicate sul sito del Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.

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Bibliografia

 

  1. Lolli Ghetti, Un documento ottocentesco sul Mausoleo dei Plautii a Ponte Lucano (Tivoli). Luigi Valadier e il rilievo del 1835 – Considerazioni e verifiche, in “Archeologia laziale” VII, 1, a cura di S. Quilici Gigli, Roma 1985, pp. 167-174, Z. Mari, Tibur, pars quarta, “Forma Italiae”, Firenze 1991, pp. 199-210, n. 128, S. Impeciati, Il Mausoleo dei Plauzi presso il Ponte Lucano a Tivoli. Il ponte, il mausoleo, l’antica osteria, con la collaborazione di D. Mascitti, Tivoli 2006, M. Cogotti, Tivoli. Paesaggio del Grand Tour, Roma 2014, pp. 36-39, R. Borgia, Catalogo della mostra “Le bellezze di Tivoli nelle immagini e negli scritti del Grand Tour – L’Acropoli con le cascate, il Santuario di Ercole Vincitore e il Mausoleo dei Plauzi, Tivoli 2017, pp. 200-216

 

 

Scheda: vicolo del Colonnato a Tivoli (a cura di Zaccaria Mari)

SCHEDA SCAVI ARCHEOLOGICI

Provincia: Roma

Comune: Tivoli

Località: Vicolo del Colonnato

Tipologia: Domus o villa

Autore della scheda: Zaccaria Mari

 

Durante la posa di una condotta idrica in vicolo del Colonnato, nel centro storico di Tivoli, sono state intercettate nel gennaio-febbraio 2018 le strutture di una domus o villa situata subito fuori dalle mura dell’antica Tibur (fig. 1). Lo scavo, condizionato dalla ristrettezza del vicolo (fig. 2), ha messo in luce un breve tratto di muro a grandi blocchi di tufo (fig. 3), forse reimpiegati proprio dal circuito murario o da uno dei tanti terrazzamenti in opera quadrata interni all’area urbana. Per contrastare l’umidità, i blocchi furono rivestiti con tegole su cui fu steso l’intonaco, dipinto in basso con una fascia nera e superiormente con una fascia rossa; frammenti rinvenuti nella terra di riempimento provano che più in alto si sviluppavano linee multicolori. In origine, anteriormente all’intonacatura, nel muro si apriva una porta dotata di soglia in travertino, che fu poi chiusa con blocchi di tufo anch’essi di riutilizzo.

L’elemento più interessante è il bel pavimento, perfettamente conservato, in cocciopesto decorato con tessere musive che dalla base del muro si estende sotto il vicolo e probabilmente prosegue anche oltre il muro di cinta del giardino di Villa d’Este (fig. 4). Le tessere musive, bianche e nere, formano due fasce parallele costituite di svastiche alternate a due quadrati inscritti l’uno nell’altro e bordate da una linea di singole tessere a colori alterni (fig. 5). La parte che rimane tra il muro e la prima fascia è punteggiata di tessere disposte alla rinfusa, mentre quella tra le due fasce presenta una fitta serie di crocette con resa bicroma alternata (fig. 6); una crocetta orna anche il centro dei doppi quadrati.

Se l’ambiente è molto grande, è probabile che al centro si sviluppi un ‘tappeto’ campito con l’iterazione di uno stesso motivo ornamentale (es. losanghe) o con un più elaborato disegno. Il pavimento rientra fra i tipi in uso nel II-I sec. a.C., documentati a Tivoli in edifici dell’area urbana e in villae del territorio, nell’ambito dei quali si segnala, però, per la ricchezza decorativa. Nell’interro è stato anche rinvenuto il frammento di un altro pavimento in cocciopesto decorato con scaglie di pietre colorate, databile alla stessa epoca. Le strutture rinvenute sono anch’esse attribuibili a un edificio privato, sicuramente una domus o una villa extraurbane impiantate sull’ameno pendio della c.d. “Valle gaudente” che alla metà del ‘500 ospitò il giardino di Villa d’Este.

Lo scavo è stato seguito e documentato da Marta Diberti.

Bibliografia

Inedito. Sui pavimenti in cocciopesto decorato: M. Grandi, Riflessioni sulla cronologia dei pavimenti cementizi con decorazione in tessere, in “Atti dell’VIIII Colloquio dell’AISCOM”, a cura di G. Guidobaldi, A. Paribeni, Ravenna 2001, pp. 71-86. Per la diffusione in area tiburtina: M.L. Morricone Matini, Mosaici antichi in Italia. Pavimenti di signino repubblicani di Roma e dintorni, Roma 1972, passim, C.F. Giuliani, Tibur, pars prima, “Forma Italiae” I, 7, Roma 1970, p. 83, n. 50

Le schede sono pubblicate sul sito del Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.

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Scheda: Il cosiddetto mercato coperto a Tivoli (a cura di Zaccaria Mari)

SCHEDA SCAVI ARCHEOLOGICI

Provincia: Roma

Comune: Tivoli

Località: Via del Colle

Tipologia: Sostruzione

Autore della scheda: Zaccaria Mari

Il c.d. “Mercato coperto” a Tivoli è un imponente edificio in opus incertum di calcare della prima metà del I sec. a.C., che si affaccia con un fornice a tutto sesto in blocchi di travertino (alt. m 12 ca.; fig. 1) su via del Colle, l’antica via Tiburtina, nel cuore della città medioevale (fig. 2). Addossato alle mura urbiche in opera quadrata di tufo del IV-III sec. a.C. e prossimo alla porta detta Maggiore, fa parte dei grandi edifici della monumentale ristrutturazione di Tibur in epoca tardo-repubblicana. Il fornice è sormontato da una finestra strombata ad arco ribassato (fig. 3), su cui correva una cornice sorreggente un arco a conci, entrambi crollati nel 1815 (fig. 4).

L’interno, oggi trasformato in cantine e abitazioni, era costituito da un lungo ambiente rettangolare (m 31,50 x 5,30; fig. 5), coperto a botte, con cinque vani sul lato sinistro, due rettangolari (coperti a botte; figg. 6-7) e tre a forma di nicchioni semicircolari (coperti con un’unghia di volta a botte), e il pavimento costituito di quattro piattaforme raccordate da scale in salita verso il lato opposto alla via. Già interpretato come un vero “Mercato coperto” e paragonato con quello di Ferentino (Boëthius 1932), in epoca più recente è stato ritenuto una substructio cava eretta per ampliare il sovrastante piazzale del Foro (Giuliani 1970), la quale inglobò al suo interno un tratto di strada extramuranea divenuta così una via tecta. La conferma di tale interpretazione, che, seppur plausibile, restava ipotetica, è venuta dal rinvenimento nel 1998 durante lavori edilizi in via Taddei (circa 70 metri a Sud del “Mercato”) di una porzione di lastricato stradale in basalto antistante un tratto delle mura (lungh. m 8, alt. 3,50; figg. 8-9) presso la medioevale posterula di S. Pantaleone. I basoli, oggi visibili da una botola, perfettamente conservati e senza evidenti tracce di usura (fig. 10), sono delimitati nel margine verso le mura dalla crepidine; nello spazio (largh. m 2 ca.) che li separa da queste correva forse un marciapiede. Il rinvenimento, reso noto soltanto nell’ultimo numero della benemerita rivista di storia patria di Tivoli (Mari 2017), ha anche consentito di interpretare meglio i passi di due documenti del X secolo, i quali, nel citare una “scala marmorea”, alludono con ogni probabilità alla cordonata che proveniva da fuori le mura e si inoltrava sotto la porta antica perpetuata da quella medioevale. Il termine “marmorea” è verosimilmente da riferire non al “marmo”, ma al colore della pietra (travertino o calcare) dei gradini, soprattutto se questi vennero realizzati contestualmente al “Mercato” e impiegando gli stessi materiali.

La necessità di estendere nel I sec. a.C. la superficie del Forum si impose a causa della riduzione che questa aveva subito con l’impianto della basilica civile nel sito dell’attuale Duomo e di templi nell’area circostante. La soluzione scelta fu quella di trasformare un segmento della viabilità extra moenia in una via “coperta” (fig. 11), come già era avvenuto, o stava avvenendo, con la costruzione del santuario di Ercole (che inglobò un tratto in salita della Tiburtina) e forse con altre realizzazioni nell’ambito della città.

Lo scavo è stato seguito e documentato da Zaccaria Mari.

Bibliografia

  1. Uggeri, Journées pittoresques de Tivoli, Roma 1806, p. 8, A. Boëthius, Die Warenhäuser in Ferentino und Tivoli, “Acta Archaeologica” 1932, pp. 191-208, C.F. Giuliani, Tibur, pars prima, “Forma Italiae” I, 7, Roma 1970, pp. 218-222, n. 114 e p. 51, Z. Mari, Il c.d. “Mercato coperto” a Tivoli, “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” 90, 2017, pp. 119-140.

Le schede sono pubblicate sul sito del Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.

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Rinviata a data da destinarsi la visita guidata “Alla scoperta della Tibur sotterranea”.

 

Una interessante visita guidata viene proposta dalla Società Tiburtina di Storia e d’Arte per il 3235° Natale di Tivoli, curata dai consiglieri prof. Francesco Ferruti,  dott. Zaccaria Mari, dott. Claudio Vecchi e dalla consocia dott.ssa Valentina Cipollari.

Alla scoperta della Tibur sotterranea: tra vecchi e nuovi scavi

La visita guidata (inizialmente prevista per sabato 14 marzo 2020) è rinviata a data da destinarsi sempre con appuntamento alle ore 16,00 in Piazza del Duomo e sempre se la situazione sanitaria italiana lo permetterà.

Notissimi sono i monumenti ‘sopra terra’ dell’antica Tibur (templi dell’acropoli, anfiteatro, santuario di Ercole Vincitore…), mentre assai meno noti, o addirittura sconosciuti, sono quelli ‘sotterranei’ e ‘semisotterranei’, se si esclude il complesso Mensa ponderariaAugusteum.

            Per il fatto di essere distesa su un pendio (Tibur supinum la definisce Orazio in Carm. 3, 4, 23), la città romana richiese la costruzione di massicci muri di terrazzamento o di più articolate opere sostruttive voltate (c.d. substructiones) destinate a creare spianate (plateae) su cui erigere edifici pubblici e privati. Talora gli ambienti voltati inglobarono strade preesistenti o costituirono essi stessi percorsi di attraversamento al di sotto degli edifici. La città medioevale si è sostanzialmente sovrapposta alla civitas romana, ma a causa dei ben noti fenomeni di abbandono e successiva riutilizzazione di aree, cambi d’uso, ricostruzioni etc., in genere tutti con innalzamento di quota, ha finito con l’accentuare il carattere ipogeo di tante strutture preesistenti.

La Società Tiburtina di Storia e d’Arte, quindi, offre una visita guidata (in previsione delle manifestazioni per il Natale di Tivoli 2020) ad alcuni di tali suggestivi monumenti che, oltre al fascino che sempre caratterizza i luoghi nascosti, sono particolarmente rappresentativi per la storia della città del II-I sec. a.C. e, segnatamente, per ricavare un’immagine degli aspetti urbanistico-architettonici nel periodo della massima monumentalizzazione di età romana. Si visiteranno, pertanto, nella zona forense (Piazza Duomo) l’abside della basilica civile retrostante quella della cattedrale, entrambe oggetto di un restauro e di scavi che hanno portato all’acquisizione di nuovi elementi, la scenografica facciata del criptoportico di Piazza D. Tani, il c.d. “Mercato coperto” lungo Via del Colle, del quale è stata chiarita di recente la funzione, e il criptoportico del Palazzo già Coccanari Fornari in Piazza del Tempio d’Ercole, anch’esso oggetto di scavi che hanno fatto luce anche sulle fasi anteriori alla sua costruzione.

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Conferenze, attività e visite guidate della Società Tiburtina per l’anno 2020

Ecco il calendario delle conferenze, attività e visite guidate per l’anno 2020 della Società Tiburtina di Storia e d’Arte. Il calendario potrà essere ulteriormente arricchito, ne daremo tempestiva comunicazione.

CONFERENZE E CERIMONIE PER IL NATALE DI TIVOLI

 Giovedì 16 aprile 2020, ore 9,30 (rinviato a data da destinarsi)

Cerimonia di premiazione del premio “Francesco Bulgarini” sulla storia di Tivoli rivolto agli studenti delle classi quinte delle scuole primarie del Comune di Tivoli. Scuderie Estensi.

 

Venerdì 8 maggio 2020, ore 17.30 (rinviata a data da destinarsi)

Zaccaria MARI, L’imperatore Augusto e la ‘società di Augusto’ a Tibur. Fonti scritte e testimonianze archeologiche. Museo della città, via della Carità, 1.

 

 Venerdì 22 maggio 2020, ore 17.30 (rinviata a data da destinarsi)

Maria Luisa ANGRISANI, Il fondo antico della Biblioteca comunale di Tivoli.

Museo della città, via della Carità, 1.

 

 

CONFERENZE PER IL SETTEMBRE TIBURTINO.

Venerdì 11 settembre 2020, ore 17.30

Marcello ORLANDI, L’arte del Rinascimento nella valle dell’Aniene.

Museo della città, via della Carità, 1.

 

Venerdì 25 settembre 2020, ore 17.30

Marina SAPELLI RAGNI e Zaccaria MARI, Il termalismo terapeutico antico nel Lazio.

Museo della città, via della Carità, 1.

 

Venerdì 2 ottobre 2020, ore 17.30

Francesco FERRUTI, Giovanni Battista Piranesi e Tivoli, nel terzo Centenario della nascita.

Museo della città, via della Carità, 1.

 

VISITE GUIDATE

 Sabato 29 febbraio 2020, ore 10.00 (EFFETTUATA)

Il monastero di Sant’Angelo in Valle Arcese sul monte “della Dea Bona” (in collaborazione con la sezione di Tivoli del Club Alpino Italiano)

 

Sabato 18 aprile 2020, ore 16.00 (rinviata a data da destinarsi)

Alla scoperta della Tibur sotterranea: tra vecchi e nuovi scavi

a cura di Valentina CIPOLLARI, Francesco FERRUTI, Zaccaria MARI, Claudio VECCHI

Appuntamento in piazza del Duomo.

 

Sabato 23 maggio 2020, ore 16.30 (rinviata a data da destinarsi)

Abbazia di S. Giovanni in Argentella (Palombara Sabina): un gioiello di architettura medioevale incastonato nella campagna sabina

a cura di Zaccaria MARI e Antonio PETRINI

Appuntamento all’ingresso dell’abbazia

 

Sabato 12 settembre 2020, ore 16.00

Villa Gregoriana, tra resti antichi e paesaggio romantico

A cura di Francesco FERRUTI e Zaccaria MARI

Appuntamento all’ingresso della Villa in largo Sant’Angelo

 

Successo dell’escursione al Monastero di S. Angelo in Valle Arcese sul monte della “Dea Bona”, sabato 29 febbraio 2020

Si è svolta con successo la splendida escursione, nata dalla collaborazione del Club Alpino Italiano, sezione di Tivoli con la Società Tiburtina di Storia e d’Arte nella giornata di sabato 29 febbraio 2020. Un’occasione per ammirare e godere, con spiegazione mirata, del panorama dal Monte S. Angelo (l’antico Monte Aeflanus) e i resti dell’antico Monastero.

29.02.20 _ CAI _ STSA SantangeloInArcese
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Resti del Monastero di S. Angelo in Valle Arcese (courtesy Paola D’Angeli, 29/02/2020)
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Resti del Monastero di S. Angelo in Valle Arcese (courtesy Paola D’Angeli, 29/02/2020)

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Il consigliere della STSA dott. Claudio Vecchi illustra la zona del Monastero di S. Angelo in Valle Arcese (courtesy Carlo Placidi, 29/02/2020)

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La pag. 75 del volume Renzo Mosti, Storia e Monumenti di Tivoli, parte prima: la Storia, aggiornamento e ampliamento di Roberto Borgia, Tivoli, 2019. Il testo, pubblicato in occasione del rilancio del Premio “Francesco Bulgarini” per le scuole primarie, è disponibile gratuitamente in formato pdf sul nostro sito.

Attività, eventi e notizie in evidenza.

Giovedì 5 marzo 2020 ore 16,30. Aula Magna del Liceo Classico in via Giorgio Petrocchi (già via Rivellese). Presentazione del progetto: “Tiburis itinera. Laboratorio di schedatura e restauro”. RINVIATA A DATA DA DESTINARSI.

………..

Giovedì 5 marzo 2020 ore 16,30. Saletta del Caffè Flo’s in Via di Ponte Gregoriano, 3 a Tivoli. Conversazione sul tema: Donne della Valle dell’Aniene, a cura di Giusi Martinelli (attrice, regista e scrittrice teatrale). RINVIATA A DATA DA DESTINARSI.

……….

Un interessante saggio sull’affresco della Madonna della Ghiara di Villa d’Este.

Pubblicato il n. 78 di “Aequa”.

La Mostra sul “Lapis Tiburtinus” prorogata fino al 30 agosto 2020.

Visite guidate al cantiere del Mausoleo dei Plauzi.

 

Suppl. Atti e Mem XCII - 2019_Pagina_03

Presentato il XCII volume degli ATTI E MEMORIE, venerdì 13 dicembre 2019.

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Il giorno venerdì 13 dicembre 2019 alle ore 17,00 nelle Scuderie Estensi in piazza Garibaldi a Tivoli è stato presentato il novantaduesimo volume degli “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte”. Si tratta quest’anno di due tomi, uno per gli ATTI E MEMORIE veri e propri (di cui si allega l’indice) e un supplemento contenente gli indici della rivista dall’anno 1986 al 2018 curato dal prof. Franco Sciarretta, con la collaborazione del prof. Francesco Ferruti.

I due volumi posso essere ritirati nella sede della Società (Museo della città in via della Carità, 1 a Tivoli, il sabato ore 15,30-17,00) oppure presso la Galleria ’90 in via del Trevio, 90 a Tivoli in normale orario di negozio.

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Suppl. Atti e Mem XCII - 2019_Pagina_03

In basso: alcuni momenti della presentazione degli ATTI E MEMORIE, foto per gentile concessione, dalla pagina Facebook del NOTIZIARIO TIBURTINO.

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Elenco riviste e libri pervenuti alla biblioteca sociale

RIVISTE

PERVENUTE ALLA BIBLIOTECA SOCIALE

«VINCENZO PACIFICI»

   (elenco aggiornato al 15 settembre 2019)

Aequa,, a. XX (2018).

Analecta T.O.R ,, n. 200 (2019) n.1-2

Annali della Fondazione Luigi Einaudi, XLIX (2015) e L (2016) .

Archeografo triestino, serie IV , vol. LXXVIII (2018).

Archivio della Società romana di storia patria, vol. 140° (2017).

Archivio storico lodigiano , a. CXXXVII (2018).

Archivio storico lombardo, serie XII, vol. XXII (2017).

Archivio storico per la Calabria e la Lucania,  a. LXXXIV (2018) .

Archivio storico pratese, a. XCIII (2017).

 

(L’)Archiginnasio, a. CXIII (2018)

Athenaeum,   vol. CVI (2018), fasc.I,

Atti dell’Accademia Roveretana degli Agiati, ser. IX, vol. VII B (2017)

Atti dell’Accademia delle scienze di Ferrara, vol. 94° (2016 – 2017).

Atti della Società ligure di storia patria, vol. LVII (2017) per il 2018

Atti e Memorie dell’Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti,  vol. LXXXIII (2015) e LXXXIV (2016)

Atti e Memorie dell’Accademia Petrarca di Lettere, Scienze ed Arti, vol. LXXVIII (2016).

Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi, serie XI, vol. XL (2018) ,

Atti e Memorie della Società savonese di storia patria , vol.  LIII (2017) .

 

 

Bergomum, CXI (2017)   p

Bollettino del Museo del Risorgimento (Bologna), a. LXII  (2017).

 

Bollettino storico della Basilicata, vol. 29° (2013) e vol. 30° (2014)

Bollettino della Società pavese di storia patria , CXVII (2017)

Bollettino della Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, nn. 158 – 159 (I. sem. -II sem.) (2018) p

Bollettino storico-bibliografico subalpino,  a. CXVI (2018)

Bollettino storico della città di Foligno, vol. XXXV – XXXVI (2012 – 2013) e vol. XXXVII (2014).

Bollettino storico pisano , vol. LXXXIII (2014 – In onore di Ottavio Banti),  LXXXIV (2015 – In memoria di Michele Luzzati), vol. LXXXV (2016 – In onore di Emilio Cristiani) e vol. LXXXVI (2017).

Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma, vol. CXVIII (2017).

Bullettino della Deputazione abruzzese di storia patria, a. CVIII (2017) per il 2019

Bullettino dell’Istituto storico italiano per il Medioevo, .  n. 119 (2017), a.120(2018) ,a.121 (2019)

Bullettino storico pistoiese, s. III, LII (2017).

 

Il Sacro Speco di S. Benedetto, anno CXIII (2018).

 

Memorie domenicane,  n.s. vol.49° (2018) per il 2019.

Memorie storiche forogiuliesi , vol. XCVII (2017)

Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz,    LX (2018)

 

Notizie di storia . a. XX,  ( 2018)

Nuova Antologia, a. 152° (2017) .

 

Opuscula (Istituto svedesi di studi classici), – n. 11 (2018).

 

Papers of the British school at Rome , vol. LXXXV (2017). per il 2018.

 

Rassegna degli archivi, n. s. , XI  (2015), nn- 1 – 3.  per il 2018

Rassegna storica del Risorgimento, a. C (2013) e CI-CII- CIII (2014 – 2015 – 2016) p

Rivista archeologica dell’ antica provincia e diocesi di Como, n. 198 (2016) e n. 199 (2017)

Rivista cistercense, a. XXXIV (2017) n.1-2,

Rivista storica calabrese, a. XXXIX(2018)

 

Skrifter utgivna av Svenska Institutet i Rom 4° vol. 63 per il 2018

Spicilegium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris, a.  LXVI (2018) , fascc. 1, 2

Studi francescani, a. 115 (2018),

Studi goriziani, vol. 110° (2017) .

Studi piemontesi ,  XLVII (2018).

Studi trentini. Arte,  a. 97° (2018, n.1 )

Studi trentini. Storia, a.97° (2018. n.2).

Studi veneziani, n.s.  LXVII e LXVIII (2013), LXIX e LXX (2014).

Studia Picena , LXXXIII (2018).

 LIBRI RICEVUTI PER IL 2019

 

MARIA TEMIDE BERGAMASCHI, Vite, ideali e politica nell’Ottocento. Filippo e Giuseppe Meucci e Massimino Trusiani di San Polo de’ Cavalieri, Tivoli, “Tiburis Artistica” ed., 2011.

GIACINTO MARIOTTI, Carboneria e sette segrete in Ciociaria. Note storiche sulla presenza e attività dei settari: dalla nascita della Repubblica di Pontecorvo al tentativo  insurrezionale a Frosinone, Città di Castello, 2016.

Ad amicum amicissimi Studi per Eugenio Camerlenghi

Mantova italiana. Economia, religione, politica dall’Unità alla fine del secolo, Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 10), Mantova, 2018.

ROBERTO NAVARRINI, La corrispondenza di Giuseppe Acerbi con lo scienziato bassanese Giovanni Battista Brocchi Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Classe di scienze morali, 4 ), Mantova, 2018.

Torelli inedito. Saggi sui materiali dei fondi torelliani a Mantova(Biblioteca Teresiana, Archivio di Stato, Accademia Nazionale Virgiliana Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 11), Mantova, 2018.

Ad amicum amicissimi Studi per Eugenio Camerlenghi Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 12), Mantova, 2018.

 

ATTI E MEMORIE DELLA ACCADEMIA PETRARCA DI LETTERE, ARTI E SCIENZE , Indice analitico delle pubblicazioni dell’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo, 1981 – 2015, a cura di Maria Luisa Commisso, Arezzo, 2017.

NICOLETTA AZZI – FULVIO BARALDI – EUGENIO CAMERLENGHI, Angelo Gualandris (1750 – 1788). Uno scienziato illuminista nella società mantovana di fine Settecento, Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 9), Mantova, 2018.

La famiglia Capilupi di Mantova. Vicende storiche dii un nobile casato, a cura di Daniela Ferrari, Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti, Paolini, editore, 2018.

NIKOLAI POPOV, Stato e Chiesa a Bisanzio al tempo dell’Imperatore Leone VI il Saggio 8886 – 912), a cura di NICOLA CARIELLO, Roma, Arbor Sapientiae, 2018.

DEPUTAZIONE DI STORIA PATRIA PER IL FRIULI, Gorizia. Studi e ricerche per LXXXIX convegno della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, a cura di Silvano Cavazza e Paolo Lancis, Udine, 2018