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Locandina Grotta di S. Lucia

Illustrazione storica-archeologica della Grotta di S. Lucia a Fonte Nuova, sabato 14 dicembre 2019.

Siamo lieti di invitare all’ILLUSTRAZIONE STORICO-ARCHEOLOGICA DELLA “GROTTA DI S. LUCIA”, recentemente sottratta all’abbandono e al degrado, nel Comune di Fonte Nuova (Rm), sabato 14 dicembre alle ore 10.00. L’evento è organizzato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale in collaborazione con l’Associazione Culturale Arcipelago.

Locandina Grotta di S. Lucia

Illustrazione storico-archeologica della “Grotta di S. Lucia”

Fonte Nuova (Rm) – Intersezione Via Palombarese-Via delle Molette-Via Monte Bianco, loc. Santa Lucia – SABAP-RM-MET in collaborazione con l’Associazione Culturale Arcipelago

 14 dicembre 2019, ore 10,00

  Sabato 14 dicembre, alle ore 10,00, verrà illustrata con una visita guidata la c.d. “Grotta di S. Lucia” nel Comune di Fonte Nuova (Rm), al bivio tra Via Palombarese e la Via delle Molette.

Nella località sorgeva la cinquecentesca Osteria delle Molette, raffigurata in una fonte cartografica del 1618 e descritta in un inventario del 1765 dell’Archivio Borghese, sbrigativamente demolita per motivi di sicurezza nel 2008. Lavori finanziati dal Comune ed eseguiti sotto la supervisione scientifica della Soprintendenza hanno portato al recupero dell’area retrostante l’Osteria, ove si apre, in una parete dall’interessante stratigrafia geologica, una “grotta” artificiale a forma di galleria voltata, nella quale sgorga perenne una sorgente. La “grotta” è stata utilizzata nei secoli per attingere acqua e come cantina ad uso dell’Osteria e fino al 1965 ca. di una trattoria-locanda. Quest’ultima ha ereditato la funzione di luogo di sosta, che fu già dell’“Hostaria”, lungo il percorso da Roma a Mentana e verso la Sabina.

Anche se mancano le prove, non è escluso che la “grotta” sia stata in antico un sacello dedicato alla sorgente (fons) o alle divinità delle acque (Nymphae/Lymphae).

L’intervento di recupero ha liberato la “grotta” dall’interro, consentendo alla risorgiva, raccolta in un bacino su fondo, di defluire nuovamente all’esterno sul bel piazzaletto lastricato venuto alla luce durante gli scavi.

Per volontà dei residenti è stata collocata all’ingresso una statua della martire S. Lucia. La piccola area di forma semicircolare, cui fa da sfondo la parete di tufo utilizzata anticamente come cava, è stata abbellita con piante e aiuole e resa fruibile tramite comodi accessi dall’antistante marciapiede. Tutte le opere eseguite hanno mirato innanzitutto a rispettare l’aspetto naturale del sito.

La visita guidata sarà anche il momento per rievocare la memoria del Dott. Salvatore G. Vicario, che nei suoi studi ha raccolto notizie e documentazione fotografica sull’Osteria.

 Interverranno:

Zaccaria Mari – Funzionario archeologo della Soprintendenza, nonché Consigliere della Società Tiburtina di Storia e d’Arte.

Silvia Greggi – Archeologa

Ezio Curti – Esperto di geologia

Giorgio Moscatelli – Giornalista

Suppl. Atti e Mem XCII - 2019_Pagina_03

Presentazione del XCII volume degli ATTI E MEMORIE, venerdì 13 dicembre 2019.

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Il giorno venerdì 13 dicembre 2019 alle ore 17,00 nelle Scuderie Estensi in pIazza Garibaldi a Tivoli verrà presentato il novantaduesimo volume degli “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte”. Si tratta quest’anno di due tomi, uno per gli ATTI E MEMORIE veri e propri (di cui si allega l’indice) e un supplemento contenente gli indici della rivista dall’anno 1986 al 2018 curato dal prof. Franco Sciarretta, con la collaborazione del prof. Francesco Ferruti.

Nell’occasione sarà possibile rinnovare l’iscrizione alla Società o iscriversi per la prima volta.

 

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Suppl. Atti e Mem XCII - 2019_Pagina_03

Invito Settimio Severo

Torna alla luce un nuovo busto dell’imperatore Settimio Severo, presentazione e conferenza.

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo

e l’Etruria meridionale

 

 Torna alla luce un nuovo busto dell’imperatore Settimio Severo

Presentazione dell’opera e Conferenza

Mercoledì 4 dicembre  2019, ore 16.00

 Palazzo Patrizi Clementi-via Cavalletti n.2, 00186-Roma

 

Mercoledì 4 dicembre 2019 è stato presentato a Palazzo Patrizi Clementi, sede della Soprintendenza, un nuovo splendido busto-ritratto in marmo, a grandezza superiore al vero, di Settimio Severo, restaurato grazie alla collaborazione con l’Istituto Autonomo Speciale Villa Adriana e Villa d’Este, che arricchisce notevolmente la serie di immagini del famoso imperatore (193-211 d.C.) originario di Leptis Magna in Tripolitania. L’opera è stata recuperata dalla Guardia di Finanza nel 2018 e, secondo le notizie acquisite, è tornata alla luce durante scavi clandestini nel 2016-17 in loc. Inviolata, nel settore dell’antico AgerTiburtinus attualmente compreso nel Comune di Guidonia Montecelio (Rm). Il ritratto presenta il fondatore della dinastia severiana in veste militare, con lorica e paludamentum, e riflette il c.d. quarto tipo dell’iconografia di Severo, databile al 204-211 d.C.

Il luogo di provenienza potrebbe coincidere con la nota “Villa della Triade Capitolina” (all’interno del Parco naturale-archeologico dell’Inviolata), balzata agli onori della cronaca per il rinvenimento nel 1992 – anche allora nel corso di devastanti scavi abusivi – del gruppo scultoreo della Triade Capitolina (tardo periodo antonino-età severiana), oggi esposto nel Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” a Montecelio. La villa, che già il culto statuale della Triade olimpica riporta a un personaggio altolocato, potrebbe essere appartenuta, sulla base di una monumentale iscrizione funeraria, alla famiglia senatoria dei Servilii Silani, proprietari di altre villae nei dintorni di Roma, e potrebbe essere confluita nel demanio imperiale con le confische seguite all’uccisione, sotto Commodo, di alcuni senatori, tra cui un Silano. È stato anche ipotizzato che dalla stessa villa dell’Inviolata provenga la bellissima statua, conservata nell’Antiquarium di Villa Adriana, raffigurante l’imperatrice Vibia Sabina o una domina della corte adrianea.

Il busto di Settimo Severo poteva far parte di una galleria di ritratti di “Cesari”, come documentato in altre residenze di otium, con cui il proprietario esprimeva la sua adesione all’ideologia imperiale. La presentazione dell’opera, dopo l’introduzione del Soprintendente Arch. Margherita Eichberg, ha visto l’intervento del Cap. Filippo Esposito, Guardia di Finanza – Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Roma; a seguire, le relazioni di Zaccaria Mari – Il nuovo busto di Settimio Severo: ipotesi sul contesto di rinvenimento; Massimiliano Papini – Il nuovo busto di Settimio Severo: inquadramento tipologico e stilistico; Giuseppina Ghini, Silvia Aglietti – Settimio Severo: il potere dell’esercito. Conclude Alfonsina Russo, Direttore del Parco Archeologico del Colosseo.

 

Invito Settimio Severo

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Courtesy prof. Francesco Ferruti, 4 dicembre 2019.
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Courtesy prof. Francesco Ferruti, 4 dicembre 2019.
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Un Convegno sulla presenza della Compagnia di Gesù a Tivoli.

Un Convegno sulla presenza della Compagnia di Gesù a Tivoli

                               Promosso dal Centro Italiano Femminile provinciale e comunale e con il patrocinio del Comune di Tivoli, nella sala conferenze del Museo civico il 22 novembre si è svolto un convegno su Ignazio da Loyola e l’opera dei gesuiti a Tivoli. Moderato da Renata Micheli, presidente nazionale del C.I.F., hanno presentato i risultati di significative ricerche documentarie padre Robert Danieluk, archivista della Compagnia di Gesù e la consocia Maria Luisa Angrisani dell’Università La Sapienza. Sostegno scientifico all’iniziativa è stato dato dalla nostra Società Tiburtina di Storia e d’Arte presente con il suo presidente prof. Vincenzo Pacifici e un significativo numero di soci.

                               Dopo il saluto del sindaco prof. Proietti, che ha posto l’accento sulla memoria storica tuttora viva della valenza didattica e scientifica di una Istituzione che aprì proprio a Tivoli la prima scuola del Rinascimento, padre Danieluk, attraverso una nutrita serie di diapositive relative a documenti archivistici, ha percorso le tappe più significative della formazione complessiva di Ignazio da Loyola e della sua conversione. A partire dalle certificazioni dei suoi studi parigini, della corrispondenza con il primo “drappello” dei compagni, dei suoi benefattori, è emersa la singolare fotografia del cammino costante verso una vera e propria rivoluzione di intenti tesa alla supina accettazione del dettato papale “perinde ac cadaver”, formando  quell’ ordine di carattere militaresco che darà significativi frutti proprio nel combattimento dottrinario della Controriforma cattolica.

                               L’intervento di Maria Luisa Angrisani si è articolato in punti diversi: anzitutto ha fornito la  citazione delle testimonianze su documenti autografi della nascita della Compagnia di Gesù a Tivoli e dell’istituzione della schuoletta per li abecedarii e del Collegio di studi umanistici che perdurò fino al secolo XIX. Sulla approvazione del papa alla proposta ignaziana è stata presentata la lettera del cardinale  Gaspare Contarini nella quale papa Paolo III Farnese il 3 settembre 1539 dava cenni di benevolenza sulla costituzione di una nuova Compagnia religiosa ma che in realtà subì revisioni e aggiustamenti diversi fino alla conferma risolutiva da parte del papa Giulio III il 21 luglio 1550.

                               Sui contatti del fondatore Ignazio con Tivoli i documenti attestano due sole presenze, la prima l’8 settembre 1549 per la presa di possesso di due camere con un po’ di orto donate alla Compagnia dal chierico di Segovia Luis de Mendoza, la seconda in occasione dell’arbitrato tra Tivoli e Castelmadama per una questione di confini in giorni precedenti l’11 ottobre dello stesso anno e dove il Loyola stesso – che peraltro si allontanò dalla città di Roma solo 8 volte documentate – scrive di avere voluto alloggiare fuori di entrambi le città per evitare accuse di partigianeria.

                               L’esposizione è proseguita illustrando  il carattere e la tipologia della scuola e del Collegio, le benemerenze spirituali e civili acquisite dai gesuiti nel corso di tre secoli di permanenza a Tivoli e soprattutto il tesoro librario accumulato, che consta di circa 14000 volumi e su cui la relatrice ha ripetutamente richiamato l’attenzione sull’indifferibile sistemazione in luogo idoneo, sulla necessità di restaurare di un gran numero di volumi di pregio e l’eccezionalità degli stessi, patrimonio di inestimabile cultura ormai completamente abbandonato.

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Mostra “Lapis Tiburtinus. La lunga storia del travertino”

Museo della città in Piazza Campitelli a Tivoli

L’inaugurazione è avvenuta sabato 11 maggio 2019 alle ore 17,30, con grande affluenza di pubblico.

(Nella foto in basso, Fabrizio Mariotti e la dott.ssa Maria Antonietta Tomei, curatori della Mostra, insieme al Sindaco di Tivoli prof. Giuseppe Proietti)

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la Mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2020.

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Il presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte prof. Vincenzo Pacifici, il presidente onorario prof. Cairoli Fulvio Giuliani, il vicepresidente prof. Roberto Borgia e i consiglieri prof. Francesco Ferruti, prof. Franco Sciarretta e dott. Zaccaria Mari e la consocia dott.ssa Valentina Cipollari hanno collaborato attivamente per questa Mostra, anche con contributi presenti nel catalogo della Mostra stessa, catalogo curato dalla prof. Maria Antonietta Tomei e dal prof. Roberto Borgia.

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Tavola XIV, Cave di travertino e operai al lavoro, da ZABAGLIA 1743.

 

LA LUNGA STORIA DEL TRAVERTINO

è con grande soddisfazione che l’Amministrazione Comunale presenta la nuova Mostra allestita nel

Palazzo della Missione, mostra che si estende ad occupare anche il secondo piano del Museo della città, di cui è appena finito l’accurato restauro coordinato dal Dipartimento VIII del Comune. Per l’occasione, dunque, tutti gli spazi disponibili del palazzo sono dedicati ad un allestimento che durerà per tutto il 2019 e che si presenta di eccezionale rilevanza per Tivoli, perché tratta di un materiale, il Travertino, famoso per il suo grande utilizzo in tutto il mondo.

Come noto, il termine “Travertino” risulta dalla corruzione del latino lapis Tiburtinus: la pietra tiburtina fu così denominata in quanto le cave più importanti si trovano nel territorio dell’antica Tibur.

Si tratta di un calcare dotato di caratteristiche particolarmente adatte all’uso edilizio: materiale che ha avuto una vastissima diffusione nell’architettura romana di tutti i tempi, al punto da essere conosciuto come “Travertino romano”. Pur se questo tipo di pietra viene estratto anche in altre regioni italiane (Toscana, Marche, Lazio, Campania, Molise) ancora oggi dall’area di Tivoli e Guidonia ne proviene la maggior quantità e la migliore qualità.

Per la sua capacità di non alterarsi nelle condizioni ambientali più difficili, risulta una pietra ideale per tutti i tipi di realizzazioni architettoniche: dalle parti strutturali ai rivestimenti di facciata, dalle pavimentazioni agli arredi, alle sculture e così via.

Fin dall’epoca romana il Travertino è stato usato per gli edifici più importanti: oltre ai templi, agli archi trionfali e ai teatri, ricordiamo che il Colosseo, il monumento più famoso e visitato di Roma, fu edificato con blocchi di pietra tiburtina. In età rinascimentale e barocca moltissime chiese e palazzi patrizi ebbero la facciata rivestita di travertino e con il lapis Tiburtinus furono costruite la Basilica con il colonnato di S. Pietro e le splendide fontane del Bernini.

Come ben illustrato nel Catalogo, l’utilizzo del Travertino a Roma è proseguito nel XX secolo, con le grandiose costruzioni dell’Eur e ancora, ai giorni nostri, è stato utilizzato dai più famosi architetti per il Museo dell’Ara Pacis e la chiesa di Tor tre Teste; per l’ Auditorium; per la Moschea, per la Nuvola dell’Eur.

La Mostra, alla quale hanno collaborato l’Istituto Villa Adriana-Villa d’Este, la Soprintendenza territoriale di Stato e il Centro per la valorizzazione del Travertino romano, è stata curata da Maria Antonietta Tomei, consigliere del Sindaco per i Musei Civici, insieme a Fabrizio Mariotti, della società Carlo Mariotti & figli S.p.a., che ha interamente finanziato il Catalogo.

I grandi progetti architettonici realizzati in tutto il mondo, ai quali 1′ allestimento dà ampio risalto, sono una straordinaria testimonianza non solo dell’importanza del lapis Tiburtinus, ma anche delle grandi capacità delle maestranze e delle aziende di Tivoli e del territorio, che lo hanno fornito e lavorato.

Il Catalogo è stato curato con grande attenzione da Maria Antonietta Tomei e da Roberto Borgia, della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, ai quali vanno tutti i miei ringraziamenti.

 Giuseppe Proietti

Sindaco di Tivoli

 

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Visibili gli affreschi del Duomo di Tivoli dopo il restauro e consacrazione del nuovo altare

Il 27 ottobre 2019 sono stati resi di nuovo visibili gli affreschi della Cattedrale di S. Lorenzo a Tivoli oggetto di restauro.

Vi è stata pure la consacrazione del nuovo altare: tutto questo in coincidenza con il 350° anniversario (1669-2019) della dedicazione della Cattedrale stessa.

Nella sottostante galleria fotografica una serie di immagini forniteci dalla consocia Augusta Segatori.

Per notizie sulla Cattedrale di Tivoli: La Cattedrale di San Lorenzo a Tivoli, di Camillo Pierattini; revisione e aggiornamento di Francesco Ferruti, Tivoli, 2008 [Scarica]

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Presentato il volume “Vocabolario tiburtino” di Domenico Viglietta

Sabato 9 novembre 2019 alle ore 17,00 nelle Scuderie Estensi a Tivoli è stato presentato il volume “Vocabolario tiburtino”, opera di Domenico Viglietta.

Così l’autore ci descrive il volume: “L’opera è composta da 288 pagine e, oltre al vocabolario costituito dalla sezione Tiburtino – Italiano e da una corrispondente sezione Italiano – Tiburtino (finora mancante in tutti i vocabolari esistenti), all’interno possiamo trovare un capitolo dedicato ai giochi praticati negli anni 50-60 con ampia descrizione delle regole, un ampliamento dei soprannomi avendo incluso quelli fino ad oggi, alcuni proverbi e modi di dire, alcuni cenni di grammatica, filastrocche e stornelli, poesie e canzoni in dialetto. Vi è allegata infine una piantina di Tivoli con l’indicazione dei luoghi con cui erano noti alcuni siti della città. A corredo vi sono alcune splendide foto originali del fotografo Roberto Giagnoli.”
Il volume è disponibile presso il negozio “IL MONILE” in via Colsereno, 9 a Tivoli.

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Intitolata una via a Giorgio Petrocchi (1921-1989), sabato 19 ottobre 2019.

Sabato 19 ottobre 2019, alle ore 11.00, vi è tenuta la cerimonia di svelatura delle targhe toponomastiche della Via Giorgio Petrocchi, individuata nel significativo tratto di strada (già via Tiburto) che porta da largo Saragat (Piazzale del Cimitero) a via Rosario Romeo, e su cui si affacciano le sedi scolastiche dei Licei Classico, Artistico e Scientifico di Tivoli.

Giorgio Petrocchi (1921-1989), critico e filologo italiano, Accademico dei Lincei e Accademico della Crusca, contribuì alla fondazione delle Università LUMSA e Roma Tre, dopo aver insegnato Letteratura italiana dapprima presso l’ateneo messinese e poi per lunghi anni essere stato preside dell’allora facoltà di Magistero della “Sapienza”. Cominciò ad appassionarsi ai manoscritti lavorando alla Biblioteca Angelica di Roma. Si occupò di numerose edizioni critiche, dedicando molta parte del suo lavoro alla letteratura del Duecento, a Torquato Tasso e alla Commedia di Dante. Altri attenti e apprezzati studi ha dedicato tra gli autori dell’Ottocento ad Ugo Foscolo ed Alessandro Manzoni. Figlio di Giuseppe, tra i collaboratori di Vincenzo Pacifici nell’attività prebellica del sodalizio ed autore della presentazione nel volume del 1951, in cui la Società riprese la propria attività, e fratello di Massimo, per lunghi anni presidente della Società Tiburtina di Storia e d’Arte, fu tra i soci collaboratori della rivista sociale ATTI E MEMORIE. Giorgio Petrocchi riposa nel Cimitero della nostra città.

 

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Giorgio Petrocchi introduce la lettura del primo canto dell’Inferno, recitato da Giorgio Albertazzi per la Rai.
Lezioni_architettura_antica_GIULIANI_2009

La recensione del prof. Franco Sciarretta al volume del prof. Cairoli Fulvio Giuliani sull’architettura antica

Dal 20 agosto 2019 è disponibile sui principali siti di libri il nuovo volume del prf. Cairoli Fulvio Giuliani, presidente onorario della Società Tiburtina di Storia e d’Arte.

Lezioni_architettura_antica_GIULIANI_2009

Formato: 21,5×28
Allestimento: Brossura
Numero Pagine: 120
Illustrazioni: 108 in bn

Sommario:

Daniela Porro, Presentazione
Cairoli Fulvio Giuliani, Premessa
Luigia Attilia, Le “trame di carta”

A ruota libera tra i monumenti antichi
Considerazioni sull’architettura romana
Considerazioni sull’architettura di Villa Adriana
Una fase teodericiana nella Domus Flavia
Castello Eurialo
– Il linguaggio dell’epoca
– L’impronta ellenistica
– La struttura arcaica, modernità espressa in moduli attardati
– Fossati a confronto. Solidi elementari giustapposti, la spazialità contraddetta
– Riflessi e unicità di Castello Eurialo
– Modernità di Castello Eurialo
Problemi di cantiere dell’emissario del Fucino
Abbreviazioni bibliografiche e archivistiche
Note

Presentiamo la recensione al volume curata dal prof. Franco Sciarretta, consigliere della Società Tiburtina di Storia e d’Arte:

Lezioni sull’architettura antica

   È questo il titolo del recente volume di Cairoli Fulvio Giuliani, emerito di “Rilievo ed analisi tecnica dei monumenti antichi”  presso “La Sapienza” di Roma ed ora Accademico dei Lincei, oltre che Presidente Onorario della Società Tiburtina di Storia e d’Arte. Il volume è a cura delle Edizioni Quasar, Roma 2019  (€ 18,00).

   Il lavoro, utilissimo ai giovani archeologi, ma in grado di suscitare interessi nelle persone colte, si articola in 5 punti: Considerazioni sull’architettura romana, Considerazioni sull’architettura della Villa Adriana, Una fase teodericiana nella Domus Flavia, Castello Eurialo, Problemi di cantiere dell’emissario del Fucino. Ognuno di questi punti si articola in vari temi, discussi con grande competenza, derivata sia dalla conoscenza diretta dei monumenti analizzati, sia dalla capacità di saper “leggere” all’interno delle strutture antiche. Tanto per mostrare quanto l’indagine sia approfondita, uno degli argomenti trattati. il “Castello Eurialo”, tratta le seguenti tematiche: Il linguaggio dell’epoca; L’impronta ellenistica; La struttura arcaica, modernita espressa in moduli attardati; Fossati a confronto; Solidi elementari giustapposti, la spazialità contraddetta; Riflessi e unicità del Castello Eurialo; Modernità del Castello Eurialo.

   Gli studiosi locali, interessati soprattutto alla nostra area, troveranno utili oltre alle premesse, in cui l’autore rimprovera agli archeologi le ricostruzioni troppo spesso fantastiche degli edifici antichi,  le considerazioni finali. Da queste estrapoliamo l’ultimo periodo riguardante l’imperatore umanista ed architetto: “La rivoluzione di Adriano consiste, forse, nell’aver permesso a chi aveva qualcosa da dire, di dirlo senza per questo soffocare le voci antiche  e nell’aver accolto nel suo palatium tutte le tendenze dell’epoca dando una certa prevalenza a quelle che, giustamente, ritenne appartenere al futuro”.

   Adriano, nell’indagine del Giuliani, emerge come persona equilibrata, capace di fondere il tradizionale con il nuovo cioè  le vecchie spazialità con le nuove. Nella sua villa a Tivoli avrebbe potuto far stravincere il nuovo sull’antico, ma non volle, lasciando convivere passato e presente.

   Ad impreziosire il volume concorrono numerose foto in B/N,  recuperate negli archivi delle Soprintendenze archeologiche, ma prevalentemente, per l’area laziale, nell’archivio storico di Palazzo Altemps, come nella “Presentazione” chiarisce Daniela Porro, attuale Direttore del Museo Nazionale Romano.

   L’importanza della documentazione archivistica giustifica l’inserimento delle lezioni del Giuliani nelle “Conversazioni in Archivio”, come  afferma Luigia Attilia nel suo intervento intitolato “Trame di Carta”, premesso al lavoro del Giuliani.

                                                                                                                        Franco Sciarretta

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Elenco riviste e libri pervenuti alla biblioteca sociale

RIVISTE

PERVENUTE ALLA BIBLIOTECA SOCIALE

«VINCENZO PACIFICI»

   (elenco aggiornato al 15 settembre 2019)

Aequa,, a. XX (2018).

Analecta T.O.R ,, n. 200 (2019) n.1-2

Annali della Fondazione Luigi Einaudi, XLIX (2015) e L (2016) .

Archeografo triestino, serie IV , vol. LXXVIII (2018).

Archivio della Società romana di storia patria, vol. 140° (2017).

Archivio storico lodigiano , a. CXXXVII (2018).

Archivio storico lombardo, serie XII, vol. XXII (2017).

Archivio storico per la Calabria e la Lucania,  a. LXXXIV (2018) .

Archivio storico pratese, a. XCIII (2017).

 

(L’)Archiginnasio, a. CXIII (2018)

Athenaeum,   vol. CVI (2018), fasc.I,

Atti dell’Accademia Roveretana degli Agiati, ser. IX, vol. VII B (2017)

Atti dell’Accademia delle scienze di Ferrara, vol. 94° (2016 – 2017).

Atti della Società ligure di storia patria, vol. LVII (2017) per il 2018

Atti e Memorie dell’Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti,  vol. LXXXIII (2015) e LXXXIV (2016)

Atti e Memorie dell’Accademia Petrarca di Lettere, Scienze ed Arti, vol. LXXVIII (2016).

Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi, serie XI, vol. XL (2018) ,

Atti e Memorie della Società savonese di storia patria , vol.  LIII (2017) .

 

 

Bergomum, CXI (2017)   p

Bollettino del Museo del Risorgimento (Bologna), a. LXII  (2017).

 

Bollettino storico della Basilicata, vol. 29° (2013) e vol. 30° (2014)

Bollettino della Società pavese di storia patria , CXVII (2017)

Bollettino della Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, nn. 158 – 159 (I. sem. -II sem.) (2018) p

Bollettino storico-bibliografico subalpino,  a. CXVI (2018)

Bollettino storico della città di Foligno, vol. XXXV – XXXVI (2012 – 2013) e vol. XXXVII (2014).

Bollettino storico pisano , vol. LXXXIII (2014 – In onore di Ottavio Banti),  LXXXIV (2015 – In memoria di Michele Luzzati), vol. LXXXV (2016 – In onore di Emilio Cristiani) e vol. LXXXVI (2017).

Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma, vol. CXVIII (2017).

Bullettino della Deputazione abruzzese di storia patria, a. CVIII (2017) per il 2019

Bullettino dell’Istituto storico italiano per il Medioevo, .  n. 119 (2017), a.120(2018) ,a.121 (2019)

Bullettino storico pistoiese, s. III, LII (2017).

 

Il Sacro Speco di S. Benedetto, anno CXIII (2018).

 

Memorie domenicane,  n.s. vol.49° (2018) per il 2019.

Memorie storiche forogiuliesi , vol. XCVII (2017)

Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz,    LX (2018)

 

Notizie di storia . a. XX,  ( 2018)

Nuova Antologia, a. 152° (2017) .

 

Opuscula (Istituto svedesi di studi classici), – n. 11 (2018).

 

Papers of the British school at Rome , vol. LXXXV (2017). per il 2018.

 

Rassegna degli archivi, n. s. , XI  (2015), nn- 1 – 3.  per il 2018

Rassegna storica del Risorgimento, a. C (2013) e CI-CII- CIII (2014 – 2015 – 2016) p

Rivista archeologica dell’ antica provincia e diocesi di Como, n. 198 (2016) e n. 199 (2017)

Rivista cistercense, a. XXXIV (2017) n.1-2,

Rivista storica calabrese, a. XXXIX(2018)

 

Skrifter utgivna av Svenska Institutet i Rom 4° vol. 63 per il 2018

Spicilegium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris, a.  LXVI (2018) , fascc. 1, 2

Studi francescani, a. 115 (2018),

Studi goriziani, vol. 110° (2017) .

Studi piemontesi ,  XLVII (2018).

Studi trentini. Arte,  a. 97° (2018, n.1 )

Studi trentini. Storia, a.97° (2018. n.2).

Studi veneziani, n.s.  LXVII e LXVIII (2013), LXIX e LXX (2014).

Studia Picena , LXXXIII (2018).

 LIBRI RICEVUTI PER IL 2019

 

MARIA TEMIDE BERGAMASCHI, Vite, ideali e politica nell’Ottocento. Filippo e Giuseppe Meucci e Massimino Trusiani di San Polo de’ Cavalieri, Tivoli, “Tiburis Artistica” ed., 2011.

GIACINTO MARIOTTI, Carboneria e sette segrete in Ciociaria. Note storiche sulla presenza e attività dei settari: dalla nascita della Repubblica di Pontecorvo al tentativo  insurrezionale a Frosinone, Città di Castello, 2016.

Ad amicum amicissimi Studi per Eugenio Camerlenghi

Mantova italiana. Economia, religione, politica dall’Unità alla fine del secolo, Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 10), Mantova, 2018.

ROBERTO NAVARRINI, La corrispondenza di Giuseppe Acerbi con lo scienziato bassanese Giovanni Battista Brocchi Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Classe di scienze morali, 4 ), Mantova, 2018.

Torelli inedito. Saggi sui materiali dei fondi torelliani a Mantova(Biblioteca Teresiana, Archivio di Stato, Accademia Nazionale Virgiliana Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 11), Mantova, 2018.

Ad amicum amicissimi Studi per Eugenio Camerlenghi Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 12), Mantova, 2018.

 

ATTI E MEMORIE DELLA ACCADEMIA PETRARCA DI LETTERE, ARTI E SCIENZE , Indice analitico delle pubblicazioni dell’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze di Arezzo, 1981 – 2015, a cura di Maria Luisa Commisso, Arezzo, 2017.

NICOLETTA AZZI – FULVIO BARALDI – EUGENIO CAMERLENGHI, Angelo Gualandris (1750 – 1788). Uno scienziato illuminista nella società mantovana di fine Settecento, Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti (Quaderni dell’Accademia 9), Mantova, 2018.

La famiglia Capilupi di Mantova. Vicende storiche dii un nobile casato, a cura di Daniela Ferrari, Accademia nazionale virgiliana di scienze, lettere e arti, Paolini, editore, 2018.

NIKOLAI POPOV, Stato e Chiesa a Bisanzio al tempo dell’Imperatore Leone VI il Saggio 8886 – 912), a cura di NICOLA CARIELLO, Roma, Arbor Sapientiae, 2018.

DEPUTAZIONE DI STORIA PATRIA PER IL FRIULI, Gorizia. Studi e ricerche per LXXXIX convegno della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, a cura di Silvano Cavazza e Paolo Lancis, Udine, 2018